Meloni a Niscemi, blitz della premier: «Veloci ma senza forzature. Subito 150 milioni»

Un decreto sarà varato mercoledì

Dalle macerie della frana a un piano operativo: Giorgia Meloni, a Niscemi con Fabio Ciciliano, annuncia un decreto imminente con 150 milioni, indennizzi per case e attività economiche e un percorso partecipato con sindaco e comitato cittadini per ordinanze su viabilità, scuola e sistemazioni temporanee.

La premier è tornata nel comune del Nisseno dopo il primo blitz del 28 gennaio, insieme al capo della Protezione civile, anticipando che il provvedimento sarà varato mercoledì prossimo. Nel pacchetto, spiega Meloni, ci sarà lo stanziamento «subito 150 milioni per il Comune del Nisseno», con fondi «disponibili già dal giorno dopo», e la nomina di un commissario straordinario che sarà lo stesso responsabile nazionale della Protezione civile.

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Nel delineare la catena di comando, la presidente del Consiglio chiarisce: «Il prefetto Ciciliano dovrà fare le ordinanze». L’obiettivo dichiarato è rendere immediatamente operativa la struttura, evitando ritardi e rimpalli. «Non vogliamo perdere neppure un giorno di tempo e intendiamo essere già operativi con la struttura», ribadisce.

Fascia di rispetto e sicurezza, Meloni a Niscemi: «Non forzare»

La velocità, però, ha un limite preciso: la sicurezza. La premier richiama l’esperienza passata e mette in guardia su un punto che considera decisivo: «È un lavoro molto complesso, che vorremmo si compia in velocità. Per noi è molto importante che non accada quanto successo dopo la frana della fine degli anni Novanta», nel 1997.

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E aggiunge l’avvertimento più netto: «Dove chiedo di non forzare è sulla fascia di rispetto. Se forzassi decisioni, metterei a repentaglio i cittadini. Penso non si debba forzare spinti magari da ragioni politiche. Oggi peraltro Niscemi è il comune più monitorato d’Europa».

Il concetto torna anche nella parte finale dell’intervento, quando la premier insiste sulla necessità di basare le scelte su elementi tecnici: «Non possiamo forzare, sarebbe un errore farlo nella definizione della fascia di rispetto sul fronte della frana: non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico, ma solo sulla base di dati tecnici e se io forzassi sulle decisioni e mettessi la sicurezza dei cittadini a repentaglio, sarei una pazza. Questo non lo voglio fare».

Indennizzi, tributi sospesi e ammortizzatori sociali

Il decreto, chiarisce Meloni, non riguarda soltanto Niscemi. «Riguarda tutte e tre le regioni coinvolte nel fenomeno alluvionale», Sicilia, Calabria e Sardegna, «ma incide ovviamente anche su Niscemi». Nel testo sono previsti «diverse centinaia di milioni di euro per il ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi».

Tra le misure annunciate da Giorgia Meloni a Niscemi compare l’indennizzo anche per le attività economiche, comprese quelle agricole, e la sospensione dei tributi: «Che vale per tutti i territori coinvolti, dove dovrebbero essere sospesi a fine aprile rimandando il pagamento ad almeno ottobre».

Sul fronte del lavoro, la premier segnala gli ammortizzatori sociali, precisando che «sta lavorando il ministero del Lavoro, sia per i lavoratori dipendenti sia per quelli autonomi». A questo si aggiunge un ulteriore pacchetto di risorse: «Ci sono i ministeri mobilitati che hanno messo a disposizione risorse ulteriori per circa 170 milioni su vari campi».

La cornice, nelle parole di Meloni a Niscemi, è «una risposta complessiva ai territori coinvolti, in raccordo con i presidenti delle Regioni, Schifani, Occhiuto e Todde». Quanto alla cittadina nissena, le risorse vengono ricondotte a «tre grandi priorità»: «La demolizione delle case che devono essere abbattute, la messa in sicurezza del territorio e gli indennizzi per chi ha perso le case, per le attività produttive, al netto di quello che è già stato fatto e al netto di quello che prevede il resto del decreto che riguarda tutte e tre le regioni coinvolte dal fenomeno alluvionale».

Nel corso della visita, la premier riferisce di aver parlato con il sindaco e con il comitato dei cittadini, indicando un metodo di lavoro che punta al coinvolgimento del territorio: «Vorremmo che sia partecipato tutto questo processo che porterà all’emanazione delle ordinanze», spiega, ordinanze che dovranno intervenire su «viabilità, scuola e sistemazione temporanea dei cittadini che saranno indennizzati per comprare un’altra casa».

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