Proteste contro lo sfratto: «Vogliamo case popolari»
«Meno militari, più case popolari» è lo slogan di protesta urlato questo mercoledì da un centinaio di manifestanti scesi in piazza Trieste e Trento per protestare contro lo sfratto del palazzo occupato di piazza Miraglia, nel centro storico. Il gruppo, formato da un centinaio di manifestanti, è stato prontamente fermato dagli agenti; l’obiettivo era raggiungere piazza del Plebiscito, dove si stavano svolgendo le celebrazioni delle Forze armate.
Secondo i piani, l’immobile, di proprietà dell’ente religioso Ordine dei Figli di Maria, dovrebbe essere convertito in uno studentato finanziato con fondi pubblici. Tra i manifestanti, armati di megafono, anche diversi bambini. La questione è assai spinosa: ieri sarebbe dovuto avvenire lo sgombero dei locali da parte degli abitanti, che li occuperebbero abusivamente da circa dieci anni.
«A luglio – dichiara una manifestante – è scaduto il concordato giudiziale e oggi ci sarebbe dovuta essere l’esecuzione dello sfratto, che è stata prorogata al giorno 11 novembre… Solo una settimana! Nessuna istituzione si è fatta avanti per ascoltare le nostre proposte o offrire qualche soluzione. In quella palazzina vivono una decina di famiglie, all’incirca trenta abitanti, tutte con situazioni molto problematiche. Chiediamo un quadrato per sopravvivere che possiamo permetterci. Qui trovare una casa a condizioni sostenibili è diventato impossibile. Questa – continua l’attivista – è un’Europa nata sulla sofferenza della povera gente». Gli abitanti chiedono un confronto con le istituzioni affinché venga loro riconosciuto il diritto di abitare in modo sostenibile.



