Il sindacalista SALPI chiede un cambio netto di rotta
«A Torre Annunziata e Castellammare di Stabia la politica dovrebbe avere il coraggio di fermarsi, guardare agli errori commessi e fare finalmente il proprio mea culpa». È l’appello lanciato da Matteo Vitagliano, sindacalista SALPI, che chiama in causa i partiti dell’arco costituzionale sul futuro delle due città.
«Servirebbe un atto di umiltà e di verità verso le comunità: chiedere scusa. Non è una debolezza, è l’unico modo per ricominciare», sostiene Vitagliano, che invita però a distinguere nettamente «la storia e i valori dei partiti, che restano un presidio di democrazia, dalle responsabilità personali e politiche di chi, in quegli stessi partiti, ha amministrato queste città e ha fallito».
Il sindacalista SALPI indica quindi la necessità di una discontinuità rispetto alle esperienze amministrative che giudica negativamente: «Chi ha amministrato senza successo, chi ha governato il declino invece di combatterlo, chi ha contribuito con l’inerzia, con il clientelismo e con scelte sbagliate al degrado che oggi vediamo sotto gli occhi di tutti deve fare un passo indietro. Deve avere il pudore di non ricandidarsi e di non imporre ancora la propria presenza».
«A Torre Annunziata si aggirano già i soliti fantasmi»
Particolarmente duro il passaggio dedicato a Torre Annunziata. «Purtroppo dobbiamo constatare con amarezza che a Torre Annunziata, commissariata per infiltrazioni e per il fallimento della politica, si aggirano già i soliti fantasmi», afferma Vitagliano. «Uomini politici anche di peso che, invece di interrogarsi sul disastro, stanno già seduti ai tavolini a contrattare pacchetti di voti per assicurarsi le prossime elezioni. È uno spettacolo indecoroso che offende i cittadini onesti».
Diversa, secondo il sindacalista, la situazione che starebbe maturando nella vicina Castellammare di Stabia: «Pur nelle enormi difficoltà, registriamo almeno un tentativo diverso: c’è chi, con fatica, sta provando a discutere con la società civile, con le associazioni, con il sindacato, un percorso di cambiamento di rotta. È poco, ma è un segnale che a Torre Annunziata manca del tutto».
L’appello ai partiti nazionali e a Mattarella
Da qui il duplice appello di Vitagliano. Il primo è rivolto «ai segretari nazionali di tutti i partiti dell’arco costituzionale»: «Date una linea di condotta nuova alle vostre sezioni locali. Non potete più lasciare le nostre città in mano a chi ha già dimostrato di non saperle amare. Imponete criteri di rinnovamento, di pulizia, di competenza. Abbiate il coraggio di dire di no a chi ha già fallito».
Il secondo destinatario è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Lei che è sempre intervenuto, con pacatezza ma con fermezza, a richiamare ai doveri di chi è chiamato ad amministrare il bene comune, ascolti il grido di queste due comunità stanche. Richiami tutti, ancora una volta, al senso del dovere, al rispetto degli impegni, all’etica della responsabilità».
«Le nostre città non hanno bisogno di salvatori, ma di persone perbene che chiedano scusa per ciò che non è stato fatto e che poi si mettano, umilmente, al servizio», conclude Matteo Vitagliano. «Torre Annunziata e Castellammare meritano di più».




