Clochard pestato a morte a Caserta: Guido ucciso per un debito di 50 euro

Convalidato il fermo di un 40enne romeno

Un debito di appena 50 euro sarebbe all’origine del pestaggio che ha provocato la morte di Guido Roviello, 62 anni, aggredito in piazza a Caserta e deceduto successivamente in ospedale. Il gip ha convalidato il fermo di un 40enne romeno senza fissa dimora accusato di omicidio aggravato dai futili motivi. Secondo gli inquirenti della procura di Santa Maria Capua Vetere, la violenza sarebbe scaturita dalla mancata restituzione di 50 euro. Durante l’interrogatorio del pm, il fermato avrebbe sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità.

Il pestaggio ripreso dalle telecamere

Roviello era stato aggredito mercoledì 19 agosto in piazza Sant’Anna, a Caserta, ed era poi morto venerdì 21 agosto in ospedale. Il presunto responsabile era stato individuato e fermato dalla Guardia di Finanza di Caserta, il cui Comando Provinciale ha sede proprio nella piazza teatro dell’aggressione.

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Per ricostruire quanto accaduto sono risultati determinanti i filmati delle telecamere cittadine e un video realizzato durante il pestaggio. Le immagini mostrano il 62enne discutere con un uomo che, improvvisamente, lo colpisce facendolo cadere a terra. L’aggressore continua poi a infierire con calci alla testa e al torace, quindi rialza la vittima da terra e la colpisce nuovamente al volto con un violento pugno. Dal filmato emerge inoltre che nessuno dei presenti, compresa la persona che stava riprendendo la scena, interviene per interrompere l’aggressione.

Dal lavoro da cameriere alla vita in strada

Anni prima Guido aveva lavorato come cameriere, ma dopo aver perso l’occupazione era finito a vivere in strada. Più recentemente gli era stata trovata una sistemazione a Maddaloni e frequentava la chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Caserta, dove si recava anche alla mensa. Era inoltre vicino alla Comunità di Sant’Egidio, che frequentava per fare la doccia e trascorrere del tempo con altre persone. I volontari lo ricordano come un uomo buono e molto sensibile.

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Quella di agosto non era stata la prima aggressione subita dal 62enne. Già nel 2019 era stato vittima di un grave episodio di violenza che gli aveva provocato diverse fratture. In quell’occasione era stato assistito dai volontari dell’associazione «Angelo degli Ultimi», prima di tornare successivamente a vivere in strada. L’ultimo pestaggio, invece, gli è stato fatale.

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