Nel presidio mancano Pediatria e Ostetricia
La riapertura del Pronto soccorso dell’ospedale di Boscotrecase ha restituito all’area vesuviana un presidio fondamentale, atteso per anni e destinato a servire un bacino di oltre 300mila cittadini. Ma per bambini e donne in gravidanza il quadro resta incompleto: nel Sant’Anna e Santissima Madonna della Neve non risultano presenti né un reparto di Pediatria né un’unità di Ostetricia e Ginecologia con punto nascita e percorso dedicato alle emergenze.
Il Pronto soccorso medico-chirurgico può accogliere anche un bambino o una donna incinta, prestare la prima assistenza, stabilizzare il paziente e predisporre un eventuale trasferimento. Quando, però, serve una valutazione specialistica pediatrica, un ricovero o un intervento legato alla gravidanza, il riferimento più vicino e completo resta il San Leonardo di Castellammare di Stabia.
È qui che sono presenti Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, Neonatologia e Terapia intensiva neonatale. La consulenza pediatrica al Pronto soccorso viene garantita nell’arco delle 24 ore, con possibilità di osservazione e ricovero. Boscotrecase, dunque, è tornato a essere un punto essenziale per l’emergenza generale, ma non offre ancora una risposta completa alle necessità di bambini e gestanti.
La corsa verso Castellammare di Stabia
Per le famiglie di Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e degli altri comuni che gravitano sul presidio vesuviano, questo significa dover proseguire verso Castellammare proprio nelle situazioni più delicate. Un tragitto ulteriore lungo strade che, soprattutto in determinate fasce orarie, possono essere congestionate. Il traffico non può essere indicato come causa dell’aggravamento di una condizione clinica, ma in un’emergenza rappresenta certamente un ostacolo in più, che la presenza di servizi specialistici più vicini consentirebbe di evitare.
La questione richiama inevitabilmente quanto accadde nel dicembre 2023, quando una bambina di tre mesi di Torre Annunziata, colpita da una grave crisi respiratoria, fu portata all’ospedale di Boscotrecase. Il Pronto soccorso era ancora chiuso e il padre dovette ripartire verso il San Leonardo di Castellammare, dove la piccola morì nonostante i tentativi di rianimazione.
La Procura aprì un’inchiesta per ricostruire l’accaduto e accertare eventuali responsabilità. Non è quindi possibile attribuire quella tragedia al tragitto o ai tempi impiegati per raggiungere il secondo ospedale. Resta però un precedente che dimostra quanto possa pesare, durante un’emergenza, la mancanza di un presidio completo nel punto più vicino.
Una necessità concreta
Oggi la riapertura del Pronto soccorso ha colmato una parte importante di quel vuoto. Ma non tutto. La domanda, quindi, resta legittima: perché un ospedale chiamato a servire una parte così ampia dell’area vesuviana deve continuare a essere privo di Pediatria e Ostetricia?
L’attivazione di questi reparti non sarebbe soltanto un ampliamento dell’offerta sanitaria, ma una risposta concreta alle esigenze di migliaia di famiglie e un modo per alleggerire il carico sul San Leonardo. La riapertura del Pronto soccorso è stata un passo avanti. Adesso, però, serve completare il percorso.




