Il manager: la Regione vuole un cambio
Undici anni alla guida di Eav, ora l’uscita di scena. Umberto De Gregorio annuncia che entro luglio finirà la sua esperienza da amministratore dell’azienda regionale dei trasporti. La decisione arriva al termine di una stagione lunga e controversa, segnata da conti rivendicati come risanati, cantieri aperti e dalle condizioni della Circumvesuviana, rimasta il fronte più critico della gestione. De Gregorio ne ha parlato in un’intervista rilasciata a Francesco Gravetti per «Il Mattino». A pesare sulla fine dell’era De Gregorio sono state soprattutto le condizioni della Circumvesuviana.
Per anni la linea vesuviana è rimasta il punto più fragile di Eav, tra disservizi, materiale rotabile vecchio, guasti, corse saltate e proteste dei pendolari. Vincenzo De Luca, che aveva accompagnato l’ascesa di De Gregorio ai vertici dell’azienda, ne aveva tollerato le criticità e confermato la fiducia al management. Con Roberto Fico, invece, la Circumvesuviana è diventata uno dei simboli della discontinuità promessa dalla nuova Regione: una svolta nel trasporto pubblico che lasciava presagire anche un cambio al vertice dell’Eav.
«L’era De Gregorio amministratore di Eav finirà entro luglio», afferma il presidente uscente. Una conclusione che collega alla volontà del Socio di procedere a un cambio. «Siamo tutti precari. E siamo qui per servizio e non per esercitare un potere», aggiunge, definendo l’incarico «un servizio faticoso e pieno di responsabilità».
De Gregorio assicura che agevolerà il passaggio al nuovo amministratore, restando a disposizione della Regione e della nuova governance per garantire continuità amministrativa. La priorità, sottolinea, è non interrompere gli investimenti e tenere sotto controllo la situazione finanziaria.
Il primo nuovo treno della Circumvesuviana
Nel bilancio di fine mandato entra anche il primo nuovo treno della Circumvesuviana, atteso in servizio entro la fine del mese. «Dopo circa 20 mesi di intenso lavoro su carte e binari, Stadler ha finalmente ottenuto l’Amis», spiega De Gregorio, riferendosi all’autorizzazione di messa in servizio.
Il presidente Eav parla di «un risultato molto sofferto», arrivato dopo contenzioso amministrativo, Covid, guerra in Ucraina e problemi produttivi. La gara era stata aggiudicata a Hitachi, in Italia, ma i giudici hanno poi stabilito che i treni dovesse realizzarli Stadler, che aveva offerto un piano consegne migliore. La produzione, inizialmente prevista in Bielorussia, è stata spostata a Valencia, dove si è verificata anche l’alluvione.
«Una odissea», la definisce De Gregorio. La gara è partita nel 2019 e, secondo il cronoprogramma indicato, nel 2029 la Vesuviana dovrebbe avere cento treni nuovi tutti uguali. Il rinnovo del materiale rotabile, osserva, è stato complesso anche per la necessità di rendere i nuovi convogli compatibili sia con il vecchio segnalamento ferroviario sia con quello nuovo in fase di realizzazione, superando i vincoli dello scartamento ridotto da 950 millimetri.
Cantieri, conti e rapporti con pendolari e sindacati
De Gregorio non nega le criticità della Circumvesuviana, dalla chiusura della linea per Baiano alla fatiscenza della rete e del materiale rotabile. «Si può sempre fare di più», ammette, rivendicando però il lavoro svolto «alle condizioni date» e ringraziando dirigenti, quadri, operai e personale viaggiante.
Secondo il presidente uscente, Eav ha messo bus nuovi ovunque e treni nuovi su tutte le linee aziendali. La Vesuviana, riconosce, «è stata un problema», ma l’arrivo dei nuovi convogli apre «uno scenario di ottimismo». Entro dicembre sono previsti dodici treni in esercizio, 46 entro il 2027 e una flotta omogenea di 100 treni entro il 2029. Oggi i treni sono circa 50, con un’età media di 40 anni.
Sul fronte dei cantieri, De Gregorio rivendica il rispetto dei tempi del Pnrr e il passaggio da «zero cantieri aperti» di dieci anni fa a «oltre 80 cantieri con sei miliardi di lavori a realizzarsi». Ammette ritardi significativi in alcuni interventi, tra cui la Volla-Afragola, ma ricorda anche che molti cantieri hanno rispettato i tempi.
Quanto ai conti, sottolinea che il contributo statale risale al 2017 e rivendica di aver mantenuto l’impegno preso con Mef e Regione per l’equilibrio finanziario. In dieci anni, sostiene, Eav ha prodotto 110 milioni di utile e portato il valore dell’azienda da 10 a 170 milioni. «Non esattamente un gioco da ragazzi», commenta.
Sui sindacati, De Gregorio riconosce toni a volte duri, ma parla di confronto nel rispetto reciproco e nell’interesse dell’azienda e dei lavoratori. Sui comitati dei pendolari, invece, distingue: «Hanno sempre ragione quando si lamentano dei disservizi, non quando strumentalizzano o fanno politica». Poi guarda al futuro: «Sarà ricco di cose da fare e di sorprese». Prima, però, resta il passaggio di consegne. De Gregorio promette collaborazione nella transizione e indica le due priorità per chi arriverà dopo di lui: far proseguire gli investimenti e proteggere l’equilibrio finanziario dell’azienda.




