Napoli, il caldo mette a nudo l’assenza di una strategia ambientale

La risposta è il verde urbano come dimensione sociale

La tutela dell’ambiente non può essere ridotta a una questione estetica o a un insieme di interventi occasionali. Oggi, di fronte alla crisi climatica, è necessario promuovere una vera cultura ambientale che sappia coniugare la salvaguardia del capitale naturale con la coesione sociale, la partecipazione dei cittadini e la qualità della vita nelle nostre città.

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Il verde urbano rappresenta uno degli strumenti più efficaci per costruire comunità più sane, sicure e inclusive. Parchi, giardini, alberature e spazi pubblici non sono semplici elementi di arredo urbano, ma luoghi di incontro, educazione, benessere e socialità. Investire sul verde significa investire sulle persone.

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Per questo le scuole devono diventare il primo laboratorio di educazione ambientale. Occorre promuovere percorsi permanenti di sensibilizzazione, orti didattici, esperienze di apprendimento all’aperto e progetti che coinvolgano studenti, famiglie e associazioni nella cura degli spazi comuni. Educare al rispetto dell’ambiente significa educare al rispetto della comunità.

Accanto all’educazione, è indispensabile favorire forme di cittadinanza attiva attraverso progetti partecipati di cura del verde, affidando a comitati di quartiere, associazioni, scuole e realtà del Terzo settore la gestione condivisa di aiuole, piccoli giardini e spazi pubblici. La partecipazione diretta rafforza il senso di appartenenza e contribuisce a contrastare degrado e vandalismo.

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Una strategia di sostenibilità

Il verde urbano deve inoltre essere inserito in una strategia complessiva di sostenibilità che integri mobilità dolce, riqualificazione energetica degli edifici, comunità energetiche e recupero degli spazi pubblici. Solo una visione integrata può rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici e migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini.

A Napoli, purtroppo, questa visione continua a mancare. L’Amministrazione comunale procede per interventi episodici, spesso concentrati sul restauro di piazze e spazi urbani privi di superfici verdi, mentre il patrimonio arboreo esistente soffre di una cronica carenza di manutenzione. Ville comunali, giardini di quartiere e aree verdi versano frequentemente in condizioni di abbandono, con alberature non curate, impianti di irrigazione inefficienti e scarsa programmazione degli interventi.

Anche sul fronte ambientale, come in molti altri settori dell’azione amministrativa, il sindaco Manfredi sembra distinguersi per l’assenza di una strategia organica e di una visione di lungo periodo. La transizione ecologica non può limitarsi a interventi frammentari o a cantieri infiniti come nel caso della Villa Comunale, ma richiede una pianificazione capace di mettere al centro le persone, i quartieri, specie quelli periferici, e la qualità dello spazio pubblico.

Il verde urbano non è un lusso riservato alle aree centrali della città: è un diritto di ogni cittadino e un investimento sul futuro delle nuove generazioni. Una città più verde è una città più vivibile, più sicura, più solidale e più forte.

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