Omicidio di Lorenzo Spasiano, sotto i riflettori un ragazzo di appena 16 anni

La lite a calcetto resta la pista principale

Sarebbe un minorenne il giovane su cui si stanno concentrando le indagini per l’omicidio di Lorenzo Spasiano. Sedici anni, legami familiari con un presunto affiliato al clan Pecorelli e una lite pregressa con la vittima: sono gli elementi ora al vaglio degli inquirenti.

A coordinare gli accertamenti è la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, con il sostituto procuratore Enrica Parascandolo. Il fascicolo riguarda la morte del 21enne, operaio incensurato, appassionato di calcetto e boxe, raggiunto ieri da un colpo di pistola davanti alla sua abitazione nel quartiere Miano di Napoli.

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La pista della lite e le verifiche degli investigatori

L’ipotesi su cui si lavora con maggiore attenzione porta a quanto accaduto lo scorso marzo durante una partita di calcetto. In quella circostanza Lorenzo Spasiano avrebbe avuto una lite con il minorenne ora finito al centro degli accertamenti. Dopo quell’episodio, secondo la ricostruzione al vaglio di carabinieri e procura, sarebbero arrivati altri momenti di tensione, episodi più o meno violenti e minacce di morte attraverso chat.

Sono passaggi ancora da confermare, ma ritenuti decisivi per capire se quella zuffa possa essere stata il prologo dell’omicidio. Gli inquirenti, tuttavia, non chiudono il quadro investigativo a una sola ipotesi: altre piste restano al vaglio.

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La dinamica dell’agguato appare invece definita nei suoi elementi principali. A sparare sarebbe stata una sola persona, da distanza ravvicinata. Il proiettile ha colpito Lorenzo Spasiano al torace e l’ogiva ha raggiunto il cuore, provocando una ferita mortale. Per ricostruire gli ultimi istanti prima del delitto, i carabinieri hanno acquisito i filmati dei sistemi di sorveglianza presenti nella zona e raccolto sommarie informazioni testimoniali nel quartiere.

L’appello: «Pentiti e costituisciti»

Nel dolore di Miano è arrivata anche la voce di don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo, frequentata dalla famiglia Spasiano. Dai microfoni della trasmissione Campania24, sull’emittente televisiva Canale 9, il sacerdote ha rivolto un appello diretto a chi ha ucciso il 21enne: «Pentiti e costituisciti».

Il parroco, che ieri si è recato a casa della vittima per portare vicinanza ai familiari, ha chiesto alla famiglia di non restare prigioniera del dolore: «Alla famiglia chiedo di non chiudersi nel dolore ma di trasformarlo in speranza, una speranza che però non sia rassegnazione ma speranza attiva».

Don Salvatore Cinque ha parlato anche del possibile movente, pur precisando di non conoscere direttamente i dettagli del litigio: «Non è la prima volta che a Napoli si uccide per futili motivi, non so del litigio, ma se è questo il motivo è grave».

Il sacerdote ha collegato la morte di Lorenzo Spasiano a un’altra tragedia avvenuta nello stesso quartiere. Il riferimento è a Raffaele Perinelli, giovane promessa del calcio campano, anche lui morto a 21 anni. La sera del 6 ottobre 2018 venne ucciso a Miano con una coltellata al cuore, al culmine di una lite per futili motivi davanti a un circolo ricreativo. «A Miano ci sono sempre litigi tra giovani», ha detto don Salvatore Cinque. Poi l’auspicio, davanti a una comunità nuovamente ferita: «Non è la prima volta, ma speriamo che questa sia l’ultima».

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