Il padre: «Inizia una nuova vita»
Il caso delle due sorelle scomparse dalla casa-famiglia arriva a una svolta investigativa: tre fermi per sequestro di persona sono stati eseguiti nelle prime ore della mattina. In carcere sono finiti la madre delle due ragazze, Valentina Dacunto, il suo compagno Vincenzo Esposito e il padre della donna, Marco Dacunto. Gli indagati dovranno rispondere di sequestro di persona.
I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura di Sulmona, in provincia dell’Aquila, dopo il ritrovamento di Alisya e Sarah Di Giacinto, 16 e 12 anni. Le due sorelle erano sparite dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno e sono state rintracciate nella serata di ieri a Formia, in provincia di Latina.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale dell’Aquila, dai militari del Comando provinciale di Latina e dai Ros, sotto il coordinamento del procuratore capo della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, presente durante le attività. Ha collaborato anche la Procura di Cassino, guidata dal procuratore capo Carlo Fucci.
Nel corso degli accertamenti, militari e unità speciali sono intervenuti nell’abitazione di un’anziana di circa 80 anni, ora indagata a piede libero. Secondo quanto ricostruito, Alisya e Sarah erano ospitate e nascoste lì da 14 giorni. La donna è una parente della madre, che le ragazze chiamano zia. Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione i rapporti di parentela e le responsabilità delle persone coinvolte.
Il messaggio del padre
Dopo la notizia, Stefano Di Giacinto, padre delle due sorelle, ha scritto su Facebook: «Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia, preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero».
Poi il ringraziamento a chi gli è stato vicino: «Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai». E ancora: «Dieci anni di battaglie con lieto fine. Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c’è. Vi amo».




