Manovra, spinta sui salari: vantaggi fiscali a chi aumenta gli stipendi dei giovani

Il governo valuta un nuovo contributo degli istituti di credito

Non solo banche. Nel cantiere della prossima manovra trovano spazio anche pensioni e salari, con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che indica la necessità di coniugare equilibrio dei conti ed equità delle misure. Sul primo fronte la Lega spinge per tassare gli extraprofitti degli istituti di credito e Matteo Salvini chiede che il loro contributo «deve essere definitivo e strutturale». Il vicepremier e segretario leghista aggiunge: «Anche in maggioranza c’è qualcuno che prova a rallentare invece che accelerare».

Forza Italia resta invece contraria a questa impostazione e guarda a un eventuale confronto con le imprese del settore. L’ipotesi di un contributo, peraltro, potrebbe non riguardare soltanto le banche ma estendersi anche ad altre categorie, come quella assicurativa.

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Fonti di governo non escludono un nuovo dialogo con gli istituti di credito, come già avvenuto due anni fa. La manovra per il 2025 aveva previsto il rinvio delle deduzioni delle quote di svalutazioni e perdite dei crediti e dell’avviamento correlate alle DTA, le imposte differite attive, con maggiori entrate per 3,4 miliardi. La premessa ribadita anche da Fratelli d’Italia è però quella di non parlare di extraprofitti, ma di contributi. Forma e modalità saranno definite tra circa un mese, quando entrerà nel vivo la stesura del testo dell’ultima manovra della legislatura.

Quota 64 tra le priorità

Accanto al dossier banche, la Lega indica tra le priorità anche l’anticipo pensionistico a 64 anni e il contributo dei primi dieci grandi istituti bancari. «Quota 64 si farà», afferma il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. Giorgetti invita però a inquadrare la proposta nel sistema previdenziale nel suo complesso: «La proposta della Lega dei 64 anni deve essere letta nel modo corretto. Nella riforma Fornero c’è non dico una ingiustizia ma una distorsione tra chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, che sostanzialmente viene trattato peggio, e chi viene dopo che viene trattato in modo diverso. Secondo me bisogna capire di cosa si sta parlando e guardare il sistema correttamente. Il sistema deve garantire un equilibrio dei conti e una equità di trattamento».

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Giorgetti apre alla flat tax sugli aumenti ai giovani

L’altro capitolo riguarda i salari, a partire da quelli dei lavoratori più giovani. «Penso che dobbiamo fare una proposta di vantaggio fiscale che si sposi però con la disponibilità degli imprenditori», spiega Giorgetti, richiamando quanto fatto con l’ultima manovra: «Con grande successo, a tutti quelli che rinnovavano i contratti nazionali, riconoscevamo la tassazione al 5% con la flat tax». Da qui l’ipotesi di intervenire con un meccanismo simile sugli incrementi retributivi: «Secondo me qualcosa di simile, facendo un’intesa con gli imprenditori che aumentano gli stipendi ai giovani, su questi aumenti di stipendi lo Stato potrebbe fare una cosa del genere, una sorta di flat tax».

Sul sistema bancario Giorgetti pone inoltre un altro tema: «Ma c’è concorrenza e competizione tra le banche? Oppure il povero imprenditore non trova più nessuno competitivo nell’erogazione del credito? Oppure quanto ci impiega e quanto gli costa ad un povero pensionato trasferire un conto da una banca all’altra?». Per il ministro, «se introduci alcuni elementi di concorrenza vedi che alcune rendite di sistema cambiano».

Il dato sul deficit

Prima di definire il perimetro delle misure, il governo attende la rilevazione del 22 settembre, quando arriverà la lettura finale del rapporto deficit/Pil del 2025. Se sarà confermata la stima iniziale, superiore al 3%, bisognerà attendere il prossimo anno per la chiusura della procedura Ue per deficit eccessivo aperta nel 2024. In caso contrario potrebbero invece aprirsi nuovi spazi di finanza pubblica da utilizzare nella manovra, oltre a quelli già resi disponibili dalla flessibilità europea in materia di energia.

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