Il «Faro» di De Luca rischia di spegnersi: Fico frena, Manfredi rinvia

Già spesi 11,7 milioni per la progettazione

Il «Faro» di Vincenzo De Luca rischia di restare al buio prima ancora di accendersi. Il progetto della nuova sede della Regione Campania a Napoli, pensato dall’ex governatore come opera simbolo da lasciare alla città quasi in stile faraonico, non appare più così scontato: Roberto Fico prende tempo, Gaetano Manfredi segnala nodi concreti sulle aree e la partita sembra tutt’altro che chiusa.

A margine della presentazione dei lavori di riqualificazione della stazione di Napoli Centrale, nella sala della Giunta regionale, il tema della nuova sede degli uffici della Regione Campania è tornato sul tavolo. E, almeno per ora, senza squilli di tromba. Roberto Fico ha scelto una linea prudente. Sul «Faro», ha spiegato, «ci sono anche interlocuzioni con Rfi, perché l’area non è pubblica totalmente». Poi ha aggiunto che «si sta lavorando» e che bisognerà attendere gli sviluppi.

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Una formula diplomatica, ma sufficiente a far capire che il progetto caro a Vincenzo De Luca non viaggia più su un binario blindato. Proprio Fico, la candidatura che l’ex governatore non voleva alla guida della Regione Campania con il Pd e che ha finito per accettare dentro il nuovo equilibrio democratico, oggi si ritrova tra le mani il dossier più simbolico dell’ultima stagione deluchiana.

Fico prende tempo, Manfredi guarda alle aree

Fico non ha chiuso la porta, ma non ha nemmeno garantito che l’opera andrà avanti così come immaginata. «Stiamo valutando e guardando tutte le carte», ha detto, rinviando ogni scelta a una fase successiva: «Quando ci saranno delle decisioni prese ve le comunicheremo».

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Ancora più netto, sul piano pratico, è stato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Il primo cittadino ha precisato che la decisione non compete al Comune, ma ha indicato problematiche. «Risulta che la disponibilità delle aree di Ferrovie dello Stato sia una disponibilità più in là nel tempo», ha spiegato Manfredi. Il motivo riguarda il centro di comando e controllo dell’Alta velocità del Sud, che Ferrovie deve prima spostare. Un passaggio che, secondo il sindaco, richiederà «qualche anno» prima di liberare gli spazi necessari.

Soldi già spesi e priorità sui trasporti

Manfredi ha poi riportato l’attenzione su un punto ritenuto urgente per Napoli: non tanto la nuova sede regionale, quanto la mobilità intorno alla stazione. Il sindaco ha chiesto di accelerare «tutta la parte dei trasporti», cioè l’accesso nella zona retrostante Napoli Centrale. Per Manfredi si tratta di un intervento «vitale» per alleggerire il traffico davanti alla stazione di piazza Garibaldi e ridurre l’inquinamento che oggi grava sull’area.

Se però il progetto dovesse davvero fermarsi, la frenata non avrebbe soltanto un peso politico. Potrebbero esserci anche conseguenze economiche, perché nel frattempo per la progettazione dell’intero intervento sono già stati spesi 11.732.112 euro: la metà, 5.866.056 euro, a carico della Regione Campania.

Così il «Faro», nato per illuminare l’eredità politica e urbanistica di De Luca, finisce per essere illuminato da una luce meno celebrativa: carte da verificare, interlocuzioni con Rfi, aree non subito disponibili, priorità infrastrutturali più urgenti e soldi pubblici già impegnati nella progettazione. Altro che monumento da consegnare ai posteri: per ora, l’opera-simbolo dell’ex governatore resta sospesa tra ambizione, tempi lunghi, primi dubbi istituzionali e un conto già aperto.

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