Legge elettorale, il centrodestra stringe: soglia verso il 42% e testo in Aula a giugno

FdI e Noi Moderati preparano un emendamento sulle preferenze

Regole più chiare, premio di maggioranza più equilibrato e tempi parlamentari più rapidi. La maggioranza lavora a una riforma elettorale che punta a rafforzare la stabilità senza ignorare i rilievi emersi nelle audizioni.

La partita ora si sposta sul testo base. Il centrodestra non intende limitarsi a prendere come punto di partenza la proposta Bignami per poi correggerla con una pioggia di emendamenti. La linea maturata negli ultimi vertici di maggioranza è diversa: portare in commissione un impianto già limato, più compatto e politicamente condiviso.

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La maggioranza punta a un testo più solido

La scelta ha un valore che va oltre il metodo parlamentare. Intervenire subito nella fase di messa a punto del testo consente alla coalizione di presentarsi unita su una riforma considerata decisiva per rendere più stabile il rapporto tra voto, Parlamento e governo.

C’è anche un tema di tempi. Nella capigruppo di mercoledì sulla programmazione dei lavori della Camera, il centrodestra punta a chiedere l’inserimento del provvedimento all’ordine del giorno dell’Aula già a giugno. Un passaggio che, se rispettato, lascerebbe margine per tentare il via libera del Senato entro l’estate.

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Premio di maggioranza, soglia verso il 42%

Il cuore della revisione riguarda il meccanismo del premio di maggioranza. La soglia per ottenerlo dovrebbe salire al 41%, anche se l’ipotesi più probabile resta quella del 42%. Una correzione che va nella direzione di un equilibrio più netto tra consenso raccolto e vantaggio parlamentare riconosciuto alla coalizione vincente.

Il premio di 70 seggi non verrebbe modificato. A cambiare sarebbe invece il limite massimo dei deputati raggiungibili alla Camera sommando quota proporzionale e premio: non più 230, ma 220 o 222 seggi. Nel pacchetto allo studio rientrano anche due altri interventi rilevanti: l’eliminazione del ballottaggio e la mancata assegnazione del premio se dalle urne dovesse emergere un risultato discordante tra Camera e Senato.

Preferenze fuori, ma il tema resta aperto

Il capitolo delle preferenze, invece, non dovrebbe entrare nelle modifiche concordate in questa fase. La questione non è però chiusa: Fratelli d’Italia e Noi Moderati hanno già annunciato un emendamento specifico. Il lavoro della maggioranza tiene conto anche delle osservazioni arrivate dai costituzionalisti ascoltati in commissione. Recepire quei rilievi serve a rafforzare tecnicamente il testo, a offrire un segnale di disponibilità all’opposizione e a ridurre il rischio di future obiezioni da parte della Consulta. Il percorso ripartirà la prossima settimana. Martedì e mercoledì la commissione svolgerà la discussione generale e, al termine, dovrà adottare il testo base della riforma.

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