Flotilla, attivisti bendati e derisi. Ira di Meloni: «Immagini di Ben-Gvir inaccettabili»

La premier contro il ministro israeliano: «L’Italia pretende le scuse»

Bendati, ammanettati e inginocchiati faccia a terra al porto di Ashdod: così appaiono alcuni attivisti della Global Sumud Flotilla nel video diffuso dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir. Un filmato che ha provocato la dura reazione del governo italiano.

Il caso riguarda gli attivisti sequestrati, tra cui diversi italiani, nei giorni scorsi al largo di Cipro, in acque internazionali, mentre navigavano verso Gaza. Dopo lo sbarco avvenuto stamane al porto di Ashdod, il ministro israeliano per la Sicurezza Nazionale ha pubblicato su X un filmato destinato ad aprire un fronte diplomatico con l’Italia.

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Nel video Ben-Gvir cammina tra i detenuti e li deride. «Benvenuti in Israele, siamo noi i padroni di casa», grida il leader di estrema destra. Poco dopo, un’attivista urla «Palestina libera» davanti al ministro: gli agenti dello Shin Bet la immobilizzano a terra, la mettono a tacere con la forza e la trascinano via.

Il ministro rivendica la scena con toni durissimi. «Sono arrivati con tanto orgoglio, guardate come sono ridotti ora. Non eroi ma sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli e di metterli nelle prigioni dei terroristi per molto tempo», afferma, sventolando una bandiera israeliana.

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Meloni e Tajani chiedono scuse a Israele

La reazione italiana arriva dai massimi livelli dell’esecutivo. In una dichiarazione congiunta, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani definiscono «inaccettabili» le immagini e «inammissibile» il «trattamento lesivo della dignità della persona» riservato agli attivisti.

Il governo fa sapere di essere al lavoro per la «liberazione immediata» dei manifestanti coinvolti. Meloni chiarisce anche la richiesta politica rivolta a Israele: «L’Italia pretende le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano».

La Farnesina ha convocato l’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled. Tajani ha spiegato di averlo «fatto convocare immediatamente», formalizzando così la protesta italiana.

La frattura nel governo Netanyahu

Il gesto di Ben-Gvir ha provocato uno scontro anche all’interno di Israele. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar lo ha accusato di aver causato un «danno deliberato allo Stato di Israele con questo spettacolo vergognoso, e non è la prima volta».

Sa’ar ha parlato di «sforzi enormi, professionali e di successo» gettati «alle ortiche», prendendo poi le distanze dal collega con una frase netta: «No, tu non sei il volto di Israele».Ben-Gvir ha respinto le accuse e ha rilanciato la linea dura: «Chi arriva nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non gli porgeremo l’altra guancia».

Il premier Benjamin Netanyahu ha rivendicato il diritto di Israele di «impedire che flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas entrino nelle nostre acque territoriali e raggiungano Gaza», ma ha condannato il comportamento del ministro di estrema destra, giudicandolo «non in linea con i valori e le norme» dello Stato ebraico. Netanyahu ha infine annunciato di aver «dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile».

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