Le organizzazioni controllavano 22 piazze
Un giro d’affari che sfiorava il milione di euro l’anno. È il dato al centro dell’inchiesta che ha portato i carabinieri a colpire due gruppi criminali attivi nello spaccio nel Napoletano. I militari del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno notificato ieri 26 arresti, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea. Secondo la ricostruzione investigativa, le due organizzazioni controllavano 22 piazze di spaccio distribuite tra Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano.
Il volume degli introiti, vicino al milione di euro annuo, fotografa anche la portata della domanda di droga da parte dei “clienti” della camorra. Le sostanze finite al centro delle verifiche sono cocaina, marijuana e hashish, cedute in numerose compravendite documentate dai carabinieri attraverso intercettazioni e videocamere. Una delle misure cautelari riguarda Domenico Ranucci, ritenuto a capo dell’omonimo clan e alla guida di una delle due organizzazioni coinvolte nell’inchiesta. L’altro gruppo, invece, sarebbe stato diretto da Michele Cleter, con la supervisione di Antonio Picciulli e Mario Verde, indicati come affiliati di spicco del clan Verde.
Le indagini hanno ricostruito anche i contrasti tra le due compagini criminali per la spartizione del territorio. Tensioni che, secondo gli investigatori, sarebbero sfociate nell’omicidio di Antonio Bortone Antonio e nel tentato omicidio di Mario D’Isidoro, avvenuti l’8 marzo 2023. Per quell’agguato, il 27 marzo successivo, circa venti giorni dopo, vennero arrestate quattro presunti responsabili.



