Casa, i sindacati degli inquilini: a Napoli 50mila famiglie senza risposte

Comune e Regione nel mirino delle organizzazioni

Sunia, Sicet, Uniat e Assocasa attaccano: a Napoli migliaia di famiglie aspettano una casa, mentre assegnazioni, volture e regolarizzazioni restano bloccate. È la fotografia che le organizzazioni sindacali degli inquilini tracciano sulla situazione abitativa in Campania, definita ormai fuori controllo alla luce degli ultimi dati disponibili.

Secondo quanto emerso dall’ultimo bando della Regione Campania, le domande complessive sono 45.000, di cui 9.179 nella sola città di Napoli. Numeri che, per le sigle sindacali, non possono più essere letti come un’emergenza temporanea, ma come il segnale evidente di una crisi strutturale che riguarda l’intero sistema.

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Una crisi strutturale

Nel capoluogo partenopeo, tra famiglie già assegnatarie e nuovi richiedenti, si arriva a circa 50mila nuclei coinvolti nel sistema dell’edilizia residenziale pubblica. A fronte di questa domanda, però, l’offerta viene definita assolutamente insufficiente, aggravata da un patrimonio abitativo che necessita di interventi urgenti.

Le organizzazioni denunciano inoltre l’inerzia dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi. Il confronto avviato da tempo con il Comune, sottolineano, non ha prodotto risposte concrete né soluzioni efficaci.

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Critiche anche alla Regione Campania, ritenuta distante rispetto alla gravità della situazione. A distanza di mesi, infatti, non sono stati avviati i lavori dell’Osservatorio sulla casa né è stato ricostituito l’Organismo, nonostante le ripetute richieste delle organizzazioni degli inquilini.

Le richieste dei sindacati e i ritardi

Le proposte avanzate dalle sigle riguardano diversi punti: accelerare le assegnazioni, sbloccare le volture e le regolarizzazioni previste dalle normative regionali – ferme da mesi – e avviare un piano straordinario di manutenzione e recupero degli alloggi sfitti.

Ad oggi, però, queste richieste risultano sostanzialmente inascoltate. I sindacati evidenziano come, a fronte di una domanda crescente e certificata, centinaia di alloggi restino inutilizzati a causa di ritardi burocratici e inefficienze amministrative. Una situazione che lascia molte famiglie in condizioni di precarietà, senza risposte tempestive da parte del sistema pubblico.

Canoni in aumento e rischio sociale

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge l’aumento dei canoni di locazione, che non è accompagnato da un miglioramento complessivo delle condizioni di vita nei quartieri popolari. Un elemento che, secondo le organizzazioni, rischia di aggravare la condizione delle fasce sociali più fragili, già colpite dal caro vita.

Le OO.SS. denunciano con forza l’assenza di una strategia chiara e strutturale da parte delle istituzioni sul tema abitativo. «Non bastano annunci o interlocuzioni formali», sottolineano, ma servono atti concreti, tempi certi e un cambio di passo immediato.

Le organizzazioni chiedono inoltre l’apertura di un confronto reale a tutti i livelli, Governo compreso, sul tema abitativo e sul Piano Casa, che sia trasparente e risolutivo, coinvolgendo le rappresentanze degli inquilini. Napoli, avvertono, non può permettersi ulteriori ritardi: il diritto alla casa è un diritto fondamentale e deve essere garantito con politiche efficaci e tempestive. In assenza di risposte concrete, le organizzazioni firmatarie si riservano di avviare iniziative di mobilitazione a tutela delle migliaia di famiglie in attesa.

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