Una stesa dei clan di Scampia per «conquistare» il Parco Verde: 3 arresti | Video

Raid armato verso Caivano per le piazze di spaccio

Una scorribanda armata, ripresa dalle telecamere e culminata con diversi colpi esplosi in aria, avrebbe segnato un tentativo di avanzata criminale da Scampia verso il Parco Verde di Caivano. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno notificato tre arresti, emessi dal gip di Napoli Federica Girardi su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di un 40enne, un 26enne e un 22enne, tutti residenti a Scampia. Secondo l’accusa, i tre avrebbero preso parte alla stesa scattata il 27 settembre 2025 al Parco Verde di Caivano, in un contesto segnato dall’interesse dei clan napoletani per le piazze di spaccio riconducibili al clan Ciccarelli, ridotto ai minimi termini dall’azione di forze dell’ordine e magistratura.

Ai tre indagati vengono contestati i reati di pubblica intimidazione attraverso il porto e l’uso di armi, aggravati dalle modalità mafiose. Quel giorno, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, entrarono in azione 12 persone, tra cui i tre arrestati, in sella a sei motoveicoli tra scooter e motociclette di grossa cilindrata.

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Durante il raid vennero esplosi almeno una decina di colpi d’arma da fuoco in aria. I sistemi di videosorveglianza hanno immortalato la scorribanda e il fragore degli spari, ritenuti espressione di una dinamica riconducibile alla camorra napoletana, fortemente interessata al fiorente settore del traffico di stupefacenti nel Parco Verde.

I collegamenti con i clan e il business della droga

Gli indagati non hanno precedenti per associazione di tipo mafioso, ma sarebbero in qualche modo riconducibili, legati o imparentati con persone affiliate ai clan napoletani. In base agli accertamenti, alla stesa avrebbero partecipato persone in qualche modo legate, imparentate e/o controllate da presunti affiliati ai clan Sautto, storicamente attivo nel traffico di stupefacenti, e Cifiariello-Capasso.

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«Tale azione – spiega il maggiore Andrea Coratza, comandante del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna – potrebbe essere sintomo del particolare interesse nutrito dalle consorterie camorristiche napoletane verso il lucroso traffico di droga al Parco Verde di Caivano e, inoltre, confermerebbe la tendenza a rendere più piccole, più diffuse e sempre più mobili le piazze di spaccio per ostacolare ulteriormente l’intervento delle forze dell’ordine e della magistratura».

Il proiettile a don Patriciello e l’ipotesi investigativa

La stesa precede di una manciata di ore un altro episodio inquietante avvenuto sempre nel Parco Verde: la consegna di un proiettile a don Maurizio Patriciello, durante la messa dei bambini, da parte del suocero del boss Ciccarelli. Non si esclude che quell’atto intimidatorio possa essere stato un tentativo del clan locale di attirare l’attenzione delle forze dell’ordine per ostacolare il tentativo di appropriazione, da parte dei clan napoletani, delle piazze di spaccio del Parco Verde.

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