Torre Annunziata, a Palazzo Fienga partiti i lavori preliminari per la demolizione

Via alla bonifica, tra un mese l’abbattimento integrale

La demolizione di Palazzo Fienga non è ancora cominciata, ma il cantiere è entrato nella sua prima fase operativa. Nell’immobile di Torre Annunziata, confiscato e oggi affidato alla gestione dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, sono partite le attività preliminari che preparano l’intervento successivo.

Le operazioni siano iniziate alla presenza, del prefetto di Napoli, Michele di Bari, del commissario straordinario per la riqualificazione di Palazzo Fienga, Giuseppe Priolo, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine e dell’Agenzia del Demanio.

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Il primo step dell’intervento riguarda la rimozione dei materiali pericolosi presenti nell’edificio, in particolare amianto e sostanze bituminose. Contestualmente è stato avviato il distacco dei sottoservizi da parte di Enel e di Open Fiber S.p.A., società di telecomunicazioni, operazioni necessarie per consentire l’esecuzione in sicurezza della successiva demolizione.

Il progetto su Palazzo Fienga, spiega la Prefettura, è il risultato di un lavoro congiunto tra tutte le amministrazioni dello Stato coinvolte. Al percorso hanno partecipato i procuratori della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, e di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, insieme al direttore dell’Anbsc, al commissario straordinario per Palazzo Fienga, al direttore dell’Agenzia del Demanio, al provveditore alle opere pubbliche e alle forze dell’ordine.

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Un progetto simbolico: dalla camorra al parco pubblico

Alto il valore simbolico dell’intervento, avviato con questa fase preliminare, che rappresenta un segnale di ripristino della legalità contro il potere camorristico. L’edificio, infatti, era lo storico fortino del clan Gionta. L’operazione punta anche alla restituzione alla collettività di un patrimonio immobiliare che sarà trasformato in un parco pubblico e in uno spazio vivibile, in un quartiere attualmente privo di aree verdi e di luoghi destinati alla socialità.

Si tratta di un progetto considerato particolarmente significativo, nato dalla volontà congiunta delle amministrazioni dello Stato di dare risposte concrete ai bisogni della popolazione e di ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini, spesso compromesso da fenomeni corruttivi o da condotte penali emerse sul territorio. Secondo quanto previsto, tra circa un mese prenderà il via la fase successiva, con l’abbattimento integrale dell’edificio. L’operazione sarà eseguita a cura del Genio Militare, che interverrà una volta completate tutte le attività preliminari di bonifica e messa in sicurezza.

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