Ridosso ottiene il rito abbreviato
È arrivata nel primo pomeriggio la decisione del gup Giovanni Rossi del Tribunale di Salerno: nessun processo per il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, prosciolto dalle accuse di depistaggio nell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo.
La richiesta della Procura di Salerno era però diversa: i pm avevano sollecitato il rinvio a giudizio dell’ufficiale, ma il giudice dell’udienza preliminare ha escluso questa ipotesi. Le ragioni della decisione non sono state ancora rese note. In attesa delle motivazioni, si può ritenere plausibile che il gup abbia tenuto conto di quanto già emerso durante la fase cautelare, quando due diverse sezioni della Corte di Cassazione avevano evidenziato l’assenza di una gravità indiziaria sufficiente.
Gli imputati mandati a processo
Se per Cagnazzo è arrivato il proscioglimento, l’udienza preliminare ha invece confermato il passaggio dibattimentale per altri due imputati. Il gup ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e dell’imprenditore Giuseppe Cipriano, entrambi chiamati a rispondere di omicidio con riferimento alla fase deliberativa del delitto del sindaco-pescatore.
Un percorso processuale diverso riguarda Romolo Ridosso. Ha scelto il rito abbreviato e ha ottenuto di essere giudicato con questa formula. Anche per lui l’accusa resta quella di omicidio, contestata per la partecipazione a un sopralluogo compiuto alcuni giorni prima dell’assassinio di Vassallo.
Sul conto di Ridosso pesa anche il giudizio già espresso dalla Cassazione sulle sue dichiarazioni, ritenute contrastanti. Proprio sulla base di quelle dichiarazioni aveva cercato di farsi riconoscere come collaboratore di giustizia. Il gup ha infine disposto il rinvio a giudizio pure per Giovanni Cafiero, ma con una contestazione diversa rispetto agli altri imputati coinvolti nella vicenda principale: nei suoi confronti, infatti, resta solo l’accusa di violazione della legge in materia di sostanze stupefacenti.




