Ministero pronto all’acquisto, poi partirà la ricostruzione
Un teatro da restituire a Napoli e una ricostruzione da avviare senza ritardi. Intorno al Sannazaro, devastato dall’incendio dello scorso febbraio, si è aperta una mobilitazione che mette insieme Comune, Regione, ministero, comitato promotore e cittadini, con l’obiettivo di trasformare la solidarietà in un percorso concreto.
A indicare la priorità è stato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenuto alla presentazione del progetto di raccolta fondi per sostenere la ricostruzione della storica sala di via Chiaia. «L’obiettivo primario è avviare in tempi rapidi la ricostruzione perché sappiamo bene, chi ha esperienze di governo, che le cose funzionano se si fanno subito, tra qualche mese tutto diventa più difficile», ha affermato il primo cittadino.
Manfredi ha richiamato «la grande sintonia» tra Governo, Regione Campania e Comune di Napoli, indicando anche il passaggio ritenuto decisivo per accelerare l’iter: «precondizione per la ricostruzione è l’acquisizione del teatro da parte del ministero della Cultura per garantire la possibilità di investire in modo rapido ed efficiente e il ministro Giuli ha dato questa disponibilità. A seguire tutte le istituzioni individueranno un percorso insieme, in parte già delineato, affinchè, quando sarà individuato il soggetto che opererà nella ricostruzione, anche questi fondi raccolti potranno essere canalizzati verso quel soggetto e individuare di utilizzo».
Il sindaco ha poi collegato la raccolta fondi al coinvolgimento della città, sottolineando che «è il segno che c’è partecipazione e che l’opera di ricostruzione è sentita come un’opera collettiva e ciò ci spinge a lavorare nel modo migliore affinché il Sannazaro torni a essere luogo di teatro, di cultura e di comunità per la nostra città».
L’acquisto del teatro e il percorso per la ricostruzione
Sulla prospettiva dell’acquisizione pubblica è intervenuto anche Luigi La Rocca, capo dipartimento tutela del patrimonio culturale del Mic. «Subito dopo l’incendio si è immediatamente creata una collaborazione fra le istituzioni con il coordinamento della prefettura ha fatto un lavoro straordinario. I proprietari hanno manifestato formalmente la loro volontà di cessione. Questo è un passo fondamentale, perché nell’ambito delle procedure burocratiche che popolano la pubblica amministrazione, il primo passaggio affinché lo Stato e quindi in questo caso il Ministero della cultura possa acquistare un immobile è proprio la proposta dei proprietari di venderlo».
La Rocca ha spiegato che il ministero si è attivato immediatamente: «Nel momento stesso in cui abbiamo ricevuto la proposta – ha aggiunto La Rocca – il Ministero si è immediatamente messo in moto. Noi contiamo di bruciare le tappe, con la collaborazione di tutti e quindi di chiudere l’acquisto che è un elemento fondamentale per poi avviare la ricostruzione».
Nel frattempo resta aperto anche il tema della continuità della programmazione artistica. Manfredi ha ribadito che l’amministrazione comunale ha già dato la disponibilità del Teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare, mentre il ministro «aveva avanzato la possibilità di utilizzare il teatrino di Corte, ma dovranno essere i gestori, e quindi la famiglia Sansone, a decidere».
Gli sfollati e il sostegno delle istituzioni
A margine della presentazione del progetto di raccolta fondi, il sindaco ha aggiornato anche sulla situazione degli sfollati. «C’è solo una famiglia che non è rientrata e che è ospitata presso parenti, ma potrebbe rientrare. C’è un problema legato alla possibilità di fare dei lavori di sistemazione di infissi danneggiati ma molto dipende da quando quella parte verrà dissequestrata perché c’è un’indagine in corso».
Manfredi ha aggiunto che nelle ultime settimane il Comune ha cercato «di dare la massima assistenza, sebbene molto poco dipenda da noi, ma è giusto che si sentano sostenuti dalle istituzioni e a breve ci sarà un incontro in Prefettura anche con le famiglie e ringrazio il prefetto che sta guidando tutto il processo con grande senso istituzionale».
I fondi per la ricostruzione
Sul piano economico, l’assessore alla cultura della Regione Campania, Ninni Cutaia, ha posto l’accento sulla necessità di assicurare continuità al sostegno pubblico durante la fase più complessa per il teatro. «Bisogna garantire le sovvenzioni e i contributi che giustamente il teatro deve poter mantenere in questo periodo difficile che lo vedrà affrontare costi anche complessi, che non sono quelli ordinari. Il presidente Fico, che oggi rappresento, è stato veramente molto sensibile, in una fase complessa come quella dell’approvazione del bilancio, determinando lo stanziamento di un milione di euro per il 2026».
Dino Falconio, promotore del comitato, ha richiamato invece il valore civile e sociale della ricostruzione: «l’impegno importante delle istituzioni che in questo momento ci conforta, perché non c’è solo una comunità di lavoratori, di artisti da preservare, ma c’è una comunità cittadina che ha bisogno di quel luogo. E noi dobbiamo fare in modo che quel luogo sia restituito a Napoli».
I gestori: «Indagine in corso»
Alla conferenza stampa è intervenuto anche Salvatore Vanorio, che con Lara Sansone gestisce il teatro Sannazaro. Sul fronte delle cause dell’incendio ha chiarito che il quadro resta ancora incerto: «Quello che è successo non è ancora chiaro, c’è un’indagine in corso. Non si sa se l’incendio sia partito dal teatro e abbia coinvolto i nostri vicini, o se sia partito dai nostri vicini, o se qualcuno inavvertitamente abbia innescato la cupola. Quello che è certo è che nessuno voleva far male a nessuno».
Vanorio ha quindi evidenziato i limiti delle coperture assicurative e la necessità di una soluzione pubblica per rendere possibile l’intervento istituzionale: «È stato subito lampante agli occhi di tutti – ha sottolineato Vanorio – che né l’assicurazione del condominio, né l’assicurazione dei proprietari sarebbero state in grado di ricostruire il Sannazaro. C’era quindi bisogno che il Sannazaro, per poter permettere alle istituzioni di intervenire, diventasse pubblico. Il Sannazaro, un tempio della storia, della cultura, della tradizione popolare partenopea, deve appartenere a tutti».
«Questo comitato nasce per le grandi aziende che vorranno affiancare il loro marchio a quello delle istituzioni per la ricostruzione del teatro. Ma voi cittadini dovete continuare a fare quello che avete sempre fatto, acquistando i biglietti per non solo per il Sannazaro, ma per tutti i teatri che frequentate», ha concluso.




