Referendum giustizia, Sangiuliano: «Con la riforma liberiamo la magistratura»

Il consigliere regionale: «Il ragionamento va fatto sulle questioni»

Il referendum sulla riforma della giustizia va sottratto alla contrapposizione tra partiti e governo. Il tema, al di là delle apparenze, riguarda infatti in modo diretto e indiretto anche la vita dei cittadini, mentre alimentare polemiche fini a se stesse rischia solo di spostare l’attenzione dal merito. Bisogna invece entrare nella sostanza della questione e valutare ciò che la riforma propone. Ne è convinto Gennaro Sangiuliano, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Campania ed ex ministro della Cultura del governo Meloni, intervenuto nel corso di un dibattito alla Federico II sul referendum.

«Lo testimonia – spiega – il fatto che tanti uomini radicati a sinistra hanno deciso di votare per il sì, persone che hanno le loro legittime idee di sinistra hanno deciso di votare sì perché il ragionamento va fatto sulle questioni che il referendum ci pone», ha detto nel corso di un dibattito alla Federico II sul referendum.

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«Ho altissimo rispetto dei magistrati e della loro funzione di giurisdizione che è il nocciolo dello Stato – ha aggiunto -. Lo Stato di diritto nasce quando si supera lo stato primitivo della giustizia e si conferisce alla società organizzata il diritto-potere di esercitare e amministrare la giustizia. Affinché questa funzione possa essere esercitata la magistratura deve essere credibile nel suo operare e un altro principio fondamentale è che il giudice deve essere terzo, indipendente, deve garantire un giusto processo. In questa riforma, non c’è un articolo, non c’è una virgola che lasci lontanamente immaginare la subalternità del giudice alla politica».

Il sorteggio, il Csm e le correnti della magistratura

«Il sorteggio è garanzia di democrazia, di uguaglianza e di civiltà. Il sorteggio è già insito nella nostra Costituzione, ad esempio se il Presidente della Repubblica deve essere giudicato, è giudicato da un’Alta Corte di cui una parte è sorteggiata», ha spiegato sottolineando come con il meccanismo del sorteggio «si sottrae il Csm alle correnti della magistratura che sono diventate veri e propri partiti politici, portando la politica all’interno dell’azione giurisdizionale. Io sono assolutamente convinto che il 99 per cento della magistratura sia composta da magistrati bravi e preparati, ma ritengo che quando un magistrato sbaglia deve rispondere delle sue responsabilità».

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«Mettiamo la politica fuori la porta, analizzate le questioni e decidete perché in una società moderna il primo valore è la libertà delle persone e la giustizia sociale. Qui – ha concluso – si tratta di liberare la magistratura e i suoi meccanismi dalla politica e dal correntismo che è una politica malsana e lo testimoniano le decine di casi, basti pensare che ogni anno lo Stato spende 29 milioni di euro per risarcire le vittime di ingiustizia».

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