«Isolamadre», un dialogo tra due donne sospese in un limbo

Lo spettacolo in scena al Teatro Instabile di Napoli

Al Teatro Instabile di Napoli è in scena fino a domani 15 febbraio «Isolamadre», per la regia di Raffaele Ceriello. Lo spettacolo esplora un incontro doloroso e catartico, forse ipotetico, forse reale. È l’ incontro tra due madri: la madre della vittima e la madre del carnefice in un omicidio di camorra. Due profondi dolori che si guardano negli occhi, due vittime di una tragedia al contempo inspiegabile ma anche fatalmente lineare nella ritualità con cui troppe volte si ripete per le strade della nostra città.

L’isola del titolo, spiega il regista e autore Raffaele Ceriello, è «un lenzuolo bianco in un mare d’asfalto. Un limbo in cui restano impigliate le madri che hanno perso un figlio per morte violenta». Il testo è ispirato a un omonimo cortometraggio realizzato dallo stesso regista ormai dieci anni fa. «Il desiderio portarlo a teatro nasce dall’esigenza narrativa di continuare a raccontare una storia che a distanza di anni è ancora attuale. Era fondamentale per me raccontarla utilizzando un linguaggio molto crudo e molto reale, quasi verista, senza retorica, perché anche se non è una storia ispirata a un fatto di cronaca specifico, è una storia in cui in molti si possono immedesimare».

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Lo spazio scenico, intimo e suggestivo, contribuisce in modo determinante alla costruzione del clima emotivo. La distanza tra spettatore e interpreti si annulla, immergendo il pubblico in una scena essenziale, onirica, che ricorda una scuola (la madre della giovane vittima è infatti una professoressa) ma anche un limbo che si fa ambientazione di un confronto che non avremo mai certezza se sia avvenuto davvero, o sia solo il frutto di una fantasia ferita e in cerca di pace e risposte.

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