Accolto il ricorso di Mare Libero: stop all’orario e limiti rivisti
Spiagge libere e private non possono essere equiparate. Sembra emergere questo dalla decisione del Tar Campania che, sugli orari, accoglie il ricorso di Mare Libero, patrocinata dall’avvocato Bruno De Maria, contro gli accordi di collaborazione tra Comune, Authority e gestori dei lidi che nella scorsa estate avevano reiterato gli accessi a numero programmato sulla parte non in concessione delle spiagge Donn’Anna e delle Monache.
Una pronuncia che arriva mentre si attende che l’Autorità portuale assegni in concessione le fasce delle due spiagge che ha messo a gara e che riporta al centro un punto preciso: la scelta di far chiudere alle 17.30 gli arenili liberi, fissando lo stesso orario dei lidi in concessione attraverso i quali si accede alle porzioni non affidate.
Chiusura: la decisione del Tar
Sul tema degli orari, il Tar accoglie inoltre la tesi di Mare Libero, che contestava la chiusura delle due spiagge libere alle 17.30, in concomitanza con quella dei lidi in concessione ed attraverso i quali si accede agli arenili liberi. Già in sede cautelare, scrive Fabrizio Geremicca sul «Corriere del Mezzogiorno», su questo punto a fine luglio 2025 i magistrati avevano bacchettato Comune e Autorità portuale senza che però nella coda della scorsa estate fosse cambiato alcunché.
Spiaggia delle Monache
Relativamente alla spiaggia delle Monache, dove nell’estate 2025 Comune ed Autorità portuale avevano sancito il limite di 480 presenze in contemporanea, argomentano i giudici: «Non risulta comprovata l’esigenza di disporre un contingentamento per tutta la durata della stagione balneare, non essendoci un rischio concreto e comprovato di sovraffollamento». Il Tar fa riferimento alla rilevazione degli accessi in possesso del Comune di Napoli e secondo la quale nelle due ultime estati sono stati quasi sempre significativamente inferiori al limite previsto dai protocolli tra Palazzo San Giacomo, il lido Sirena ed il Porto, perché si sono attestati su una media giornaliera di 355 persone.
Solo nei fine settimana di luglio, si legge nella sentenza, la media è stata di 481 persone, una in più del massimo previsto. «Neppure risultano comprovati e documentati — incalza il Tar — altri motivi di allarme per la sicurezza delle persone che possano giustificare altrimenti la misura del contingentamento in esame». I giudici scrivono che tutt’al più il Comune e il Porto potranno adottare provvedimenti di contingentamento «per prevenire, negli specifici giorni in cui si possa verificare una eccezionale affluenza alla spiaggia, situazioni di criticità». Viene dunque ammessa solo l’adozione di singoli provvedimenti ad hoc, ad esempio per i fine settimana di luglio, e non una misura generalizzata per l’intera stagione.
Donn’Anna, il Tar sconfessa il numero massimo fissato
Nella sentenza relativa alla spiaggia Donn’Anna il Tar accoglie il ricorso di Mare Libero su due aspetti. Il primo riguarda la determinazione del numero massimo degli accessi. Comune e Porto avevano previsto 60 persone, con ingresso metà dal Bagno Ideal e metà dal Bagno Elena. Il Tar li sconfessa perché «il numero è stato determinato facendo riferimento alla distanza minima tra gli ombrelloni cui devono attenersi i concessionari, ma in una spiaggia pubblica non attrezzata è ipotizzabile che solo alcuni bagnanti siano muniti di propri ombrelloni e lettini».
Dunque, ragionano i giudici, «il calcolo della capienza massima di persone cui riconoscere l’accesso deve essere effettuato unicamente sulla base della necessità di garantire le esigenze di sicurezza ed incolumità delle persone, poste a base del provvedimento di contingentamento, e non può essere parametrato a situazioni differenti come quelle degli stabilimenti in concessione». Un passaggio che, insieme ai rilievi sugli orari e alle indicazioni sul contingentamento alle Monache, ridisegna i confini delle misure adottate nell’estate 2025 e richiama Comune e Autorità portuale a criteri e motivazioni coerenti con la natura delle spiagge libere.




