«La Tempesta», un richiamo al teatro nella sua semplicità, in scena a Galleria Toledo

Un adattamento essenziale che parla al pubblico contemporaneo

È attualmente in scena al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo un interessante e ben riuscito adattamento del classico «La Tempesta» di William Shakespeare, per la regia di Laura Angiulli. Lo spettacolo, nella sua breve durata di poco più di un’ora, riesce a catturare i temi più essenziali e attuali della favola senza tempo del duca Prospero, colto umanista ed esperto di arti magiche che, deposto dal trono di Milano, governa un’isola semideserta abitata solo da sua figlia Miranda, dal mostro Calibano e dal fidato Ariel, spirito dell’aria.

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Tutto cambierà quando una tempesta, cagionata dallo stesso Prospero con la sua magia, porterà sull’isola alcuni naufraghi: Antonio (fratello del mago e usurpatore del trono di Milano), il re di Napoli e suo figlio Ferdinando.

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La natura volatile del potere

Una storia che parla al pubblico moderno perché espone la volatile natura del potere, scritta in un periodo storico di incertezza politica, dopo la morte della regina Elisabetta I. L’opera è l’ultimo capolavoro del Bardo e contiene diversi passaggi che preannunciano il suo addio alle scene, come evidenziato dalla stessa regista che, dopo lo spettacolo, si è intrattenuta, insieme al cast, per un piacevole dibattito con gli spettatori in sala.

Altro tema centrale dell’opera è quello del perdono, visto dalla Angiulli non solo come valore religioso ma come «dispiegamento di una humanitas che supera il dogma, una pietas, una dilatazione della personalità di Prospero attraverso una più ampia ricchezza di valori nella sua relazione con l’altro».

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Una visione che, pur restando fedele alla fonte originale e attenta al contesto storico dell’autore, risulta fresca e attuale, pensata per portare a teatro anche i giovanissimi, finalità alla quale è dovuta altresì la scelta di una durata non troppo estesa dello spettacolo.

Una scenografia essenziale, scarna ma efficace, lascia ampio spazio al curatissimo movimento degli attori. D’altronde l’opera, come brillantemente sintetizzato dalla stessa Angiulli, «rappresenta un richiamo al teatro nella sua semplicità. Le magie di Prospero sono le magie del regista, cose semplici, come un mare che si fa con un telo di stoffa». Lo spettacolo, che resterà in scena fino all’8 febbraio, fa parte del ricco cartellone del teatro Galleria Toledo, da sempre punto di riferimento napoletano per gli amanti del teatro di ricerca.

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