Omicidio dell’ingegnere, confessa anche il killer: ucciso per 20mila euro

Dal carcere l’ammissione dell’esecutore materiale

Non solo il mandante: ora parla anche chi ha premuto il grilletto. L’omicidio di Salvatore Coppola trova una ricostruzione completa con la confessione dell’esecutore materiale. La svolta arriva da un documento scritto a mano nel carcere di Palermo e depositato agli atti della Corte di Assise, dove è in corso il processo di primo grado.

A firmarlo è Mario De Simone, sessantacinque anni, piccolo pregiudicato, che ha ammesso di essere l’autore materiale dell’uccisione dell’ingegnere avvenuta la sera del 12 marzo 2024 in corso Protopisani, a San Giovanni a Teduccio. Nel memoriale, si apprende da un articolo di Dario Del Porto su «Repubblica Napoli», De Simone ricostruisce l’agguato e confessa di aver colpito la vittima alla nuca. Coppola, ingegnere con un passato da collaboratore di giustizia per i suoi legami con il clan Mazzarella, sarebbe stato eliminato su incarico dell’imprenditore Gennaro Petrucci.

Pubblicità

In cambio dell’azione, l’uomo avrebbe ricevuto la promessa di un compenso pari a ventimila euro. «Avevo bisogno di soldi perché tossicodipendente», ha spiegato, motivando così la decisione di accettare l’incarico.

Le tensioni e la vendetta

Le dichiarazioni di De Simone si innestano su un quadro investigativo già tracciato dalle indagini della polizia, coordinate dal pubblico ministero Sergio Raimondi, e rafforzato dalla confessione resa in aula da Petrucci lo scorso 12 febbraio. Secondo la versione dell’imprenditore, il delitto sarebbe maturato all’interno di un contesto segnato da rancori risalenti nel tempo.

Pubblicità

Il rapporto tra Petrucci e Coppola si sarebbe nuovamente incrinato in occasione della vendita all’asta della villa di Portici in cui vivono l’imprenditore e la moglie Silvana Fucito, ex figura simbolo della lotta al racket, rimasta estranea sia alle indagini sia al processo. Coppola, ha riferito Petrucci, si era recato a visitare l’immobile insieme a un possibile acquirente, episodio che avrebbe riacceso contrasti mai sopiti.

A questo si aggiungevano sospetti personali, mai supportati da riscontri oggettivi, che portavano Petrucci a ritenere Coppola coinvolto nell’incendio che aveva distrutto il suo negozio. La moglie, inoltre, aveva denunciato l’ingegnere sostenendo di aver subito minacce anni prima per la sua attività antiracket. La confisca della villa e il contenzioso avviato per rientrare in possesso dell’abitazione e bloccarne la vendita avrebbero fatto precipitare definitivamente la situazione.

Dall’intimidazione all’omicidio

In una fase iniziale, il progetto non prevedeva l’uccisione. L’idea era quella di ferire Coppola alle gambe. Un piano che cambiò dopo un sopralluogo, quando De Simone si rese conto che la vittima lo conosceva e che un’aggressione non mortale avrebbe potuto portare a un’immediata identificazione.

Da quel momento la decisione venne modificata. Petrucci ha ricostruito in aula l’offerta fatta all’uomo incaricato: «E allora gli dissi: ventimila euro e ti passa la paura». A quelle parole, pronunciate dall’imprenditore difeso dall’avvocata Maria Di Cesare, si affianca ora la confessione scritta dell’esecutore, assistito dall’avvocata Melania Costantino.

Il processo riprenderà il 4 febbraio, ma l’ammissione di responsabilità di entrambi gli imputati rende il percorso verso la sentenza ormai definito. Il verdetto è atteso per marzo. A due anni esatti dall’omicidio, la vicenda giudiziaria dell’ingegnere Salvatore Coppola può considerarsi conclusa.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Cavani, quella doccia aperta che portò il Matador a Napoli e cambiò la storia

L'ex procuratore Anellucci racconta un episodio del 2010 Prima di diventare il Matador del Napoli, Edinson Cavani fu protagonista di una trattativa condotta nella massima...

Morte Greta Astarita, dieci sanitari indagati: autopsie su madre e figlio

Una possibile trombosi tra le ipotesi da verificare Saranno gli esami autoptici a fornire i primi elementi utili per chiarire le cause della morte di...

Ultime notizie

Università Federico II di Napoli, 5 concorsi pubblici per 9 posti a tempo indeterminato

L’Università Federico II di Napoli ha bandito cinque concorsi pubblici per complessivi 9 posti a tempo pieno e indeterminato. Le opportunità riguardano diversi profili...

Maltempo a Napoli, crolla un albero a pochi metri da Palazzo San Giacomo

Il fusto alto oltre 15 metri, nessun ferito Napoli, a pochi metri dal palazzo del Municipio, un albero di circa 15 metri è caduto al...

Campo largo, Renzi litiga con Magi e Conte mentre Schlein è alle prese con il caos

Cercasi accordo disperatamente, ma le liti procedono a gonfie vele Tutti contro tutti, possibilmente prima ancora di mettersi d’accordo su qualcosa. Il campo largo offre...