Castel Volturno, perquisizione a carico del sindaco Pasquale Marrandino

Indagine per corruzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere

Non solo l’avviso di conclusione indagini per il voto di scambio politico-elettorale che lo vede indagato con il consigliere regionale Zannini e il sindaco di San Cipriano d’Aversa Caterino. Nella giornata di ieri il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino ha subito anche la perquisizione da parte dei carabinieri nell’ambito di un altro fascicolo di reato per corruzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere; un fascicolo collegato a quello per voto di scambio e relativo sempre alle elezioni comunali del 2024, su cui la Procura guidata da Pierpaolo Bruni ha acceso più di un faro, e che rischia di travolgere la giunta del comune di Castel Volturno.

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Al momento sono tre i procedimenti a carico di Marrandino per le elezioni vinte quasi due anni fa; il primo risale al dicembre scorso e ipotizza la corruzione di Marrandino da parte di un professionista che gli avrebbe consegnato in auto una mazzetta da 500 euro in cambio di incarichi pubblici ben remunerati, ciò dopo averlo sostenuto alle elezioni.

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Ieri invece è giunta a conclusione l’indagine sul voto di scambio, che vede indagato Marrandino con il vicesindaco Giulio Natale, e appunto Zannini, il sindaco di San Cipriano Caterino e altre persone, tra cui il titolare del bar dove sarebbe stato allestito il banchetto in cui venivano distribuiti santini elettorali e soldi agli elettori.

Ma nelle stesse ore i carabinieri hanno effettuato anche diverse perquisizioni nell’ambito del terzo procedimento, per corruzione, che vede indagato il sindaco di Castel Volturno con il suo vice Natale, l’assessore Andrea Maria Scalzone e due imprenditori che avrebbero ricevuto appalti e favori dopo aver sostenuto Marrandino e i suoi alle elezioni comunali.

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Il presunto patto corruttivo

Dietro dunque l’assegnazione di lavori ci sarebbe per la Procura un patto corruttivo tra amministratori pubblici e imprenditori. Uno degli episodi contestati dai pm Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, componenti del pool che si occupa di Castel Volturno, riguarda l’affidamento da 5mila euro dato a dicembre 2024 dal Comune all’indagato Salvatore Marcello e relativo allo «shooting video per l’utilizzo dei social»; un episodio che emerge da una telefonata intercettata tra l’assessore Angela Parente (non indagata) e il vicesindaco Natale, in cui quest’ultimo racconta di come l’assessore Scalzone si fosse fiondato una mattina in Comune con l’imprenditore Marcello per indurre il dirigente comunale (non indagato) a firmare la delibera di assegnazione dell’incarico da 5mila euro.

Altra contestazione concerne l’appalto comunale assegnato nell’aprile del 2025 all’imprenditore edile Nino Rao (indagato) per la messa in sicurezza e manutenzione stradale per cinque mesi per una spesa di 66mila euro, affidamento rinnovato per altri cinque mesi per un importo di 25mila euro.

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