È cominciata la 26ª edizione di Atreju, la festa dei giovani di FdI

Nei giardini di Castel Sant’Angelo, nel cuore di Roma

È iniziata ieri la manifestazione «Sei diventata forte Atreju – L’Italia a testa alta» dei giovani di Fratelli d’Italia e della destra italiana, che quest’anno è giunta alla sua 26esima edizione e terminerà il 14 dicembre nei giardini di Castel Sant’Angelo, nel cuore di Roma. L’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è previsto nella giornata finale, ma sono numerosi gli esponenti della società civile, i ministri e i leader politici di maggioranza e opposizione che in questi giorni si alterneranno sul palco durante la kermesse.

Nata come festa ufficiale dell’organizzazione giovanile Azione Giovani (sezione giovanile di Alleanza Nazionale), dal 2009 è diventata la festa della Giovane Italia (sezione giovanile del PdL), mentre dal 2014 è organizzata da Gioventù Nazionale (sezione giovanile di FdI). L’iniziativa a cadenza annuale prende il nome da Atreku, protagonista del romanzo «La storia infinita» di Michael Ende, richiamando – nelle intenzioni degli organizzatori – la sua volontà di lottare contro il nulla che avanza, inteso dal punto di vista filosofico e morale. È «un evento di parte ma non di partito», spiegano gli organizzatori, perché «siamo certi che il dibattito possa solo arricchirci: abbiamo sempre ospitato personalità provenienti da qualsiasi sensibilità politica e culturale, per valorizzare il confronto sui grandi temi del momento».

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Dibattiti, mostre, musica e approfondimenti

Anche quest’anno sono in calendario dibattiti, mostre, musica e approfondimenti culturali. Sul tavolo i principali temi di attualità: dalla riforma della giustizia al premierato, dalla sicurezza alla ritrovata centralità dell’Italia nel contesto internazionale. Oltre 400 ospiti e 81 dibattiti che intrecciano politica, cultura, spettacolo e sport.

Non ci sarà la segretaria del Pd, Elly Schlein, che non ha accettato che al faccia a faccia con Giorgia Meloni partecipasse anche l’ex premier Giuseppe Conte. Forse voleva che fosse la Meloni, accettando di dibattere da sola con lei sul palco, a ‘promuoverla’ come «leader dell’opposizione».

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Approfittando della vicinanza del Natale, gli organizzatori hanno inoltre allestito un grande villaggio natalizio, con un’intera area destinata al mercatino di Natale, prodotti tipici e una pista di pattinaggio per adulti e bambini.

Sono state allestite due mostre. Una, dal tono ironico, è il «Bullometro», in cui «si danno i voti alle parole d’odio della sinistra», spiegano da FdI. «Una sorta di pagellone sui migliori e peggiori insulti proferiti da leader e opinion maker di sinistra». La seconda riguarda il tema dell’egemonia. Nasce – viene spiegato – dall’idea che il governo abbia voluto contrapporre l’egemonia del merito all’egemonia culturale della sinistra; in questa rassegna, «senza voler mettere loro addosso alcuna etichetta», sono stati inseriti personaggi che hanno mostrato un’egemonia di valori come coraggio, libertà, scoperta, avventura o tradizioni: si va da Pier Paolo Pasolini a Nicola Calipari, da Simone Veil ad Amedeo Guillet.

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