La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco e la leggenda della sposa Lucia

In via dei Tribunali un simbolo della cultura religiosa napoletana

In via dei Tribunali, la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (o anche Chiesa del Purgatorio ad Arco), in stile barocco, è uno dei punti più significativi della cultura religiosa napoletana. La chiesa fu edificata nel 1616 per volere di alcune famiglie benestanti, come quella dei Mastrillo, dei Muscettola, dei Carafa, dei Caracciolo e dei Brancaccio, per dare un luogo di sepoltura alle persone meno fortunate. Il progetto fu opera di Giovanni Cola di Franco e di Giovan Giacomo Di Conforto.

Oggi, alcuni ambienti interni, come la sagrestia e l’oratorio dell’Immacolata, e l’ipogeo sotterraneo, ospitano il Museo dell’Opera Pia Purgatorio ad Arco, dove sono esposti vestiti ecclesiastici, oggetti liturgici, calici, libri, suppellettili delle celebrazioni ed altre testimonianze che vanno dal Seicento all’Ottocento.

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Il nome «ad Arco» deriva dalla presenza sul decumano maggiore della torre d’Arco, aperta ai quattro lati da altrettanti fornici tramite i quali era garantito il passaggio e proprio sotto al torrione c’era il seggio d’Arco. Successivamente ci fu la demolizione della torre e, se alcune fonti sostengono che sia avvenuta per opera di don Pedro di Toledo, altre la collocano dopo la sua morte.

Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, costruzione e terremoto

La parte superiore della chiesa fu terminata e consacrata nel 1638 mentre quella inferiore fu completata solo intorno al Settecento e rimase aperta ai fedeli fino al 1980 quando il terremoto dell’Irpinia ne compromise la stabilità. Fu riaperta nel 1992 dopo essere stata restaurata.

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Struttura architettonica e principali opere artistiche

La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco
La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (ph. insta: complessopurgatorioarco)

La struttura presenta decorazioni con teschi e ossa sulla facciata, nelle nicchie e sul portale e presenta un’unica navata con le cappelle laterali. Molti sono gli artisti che hanno contribuito alla bellezza dell’edificio come Dionisio Lazzari che con i suoi disegni si occupò della decorazione del presbiterio e dell’abside. Dietro l’altare settecentesco, che si distingue per la sua balaustra in marmo colorato, si trova la pala d’altare di Massimo Stanzione raffigurante la Madonna delle Anime Purganti, realizzata tra il 1638 e il 1642 in uno stile chiaramente influenzato dal Caravaggio.

Sotto la tela si erge la celebre scultura del Teschio alato di Lazzari, mentre sopra spicca la tela di Giacomo Farelli, dove Sant’Anna offre la Vergine bambina al Padre Eterno, datata 1670. Accanto, nella parete absidale di sinistra, il monumentale sepolcro di Giulio Mastrillo testimonia l’abilità di Andrea Vaccaro e Andrea Falcone dove il primo ne ideò il progetto, mentre il secondo realizzò la statua inginocchiata del defunto, completando l’opera nel 1672.

Le cappelle laterali e l’accesso alla chiesa sotterranea

Le cappelle laterali, tre per ciascun lato, custodiscono opere del Seicento napoletano, tra sculture lignee di autori ignoti e dipinti di grandi maestri come Andrea Vaccaro, Luca Giordano e Girolamo De Magistro, mentre altre tele anonime attendono ancora un restauro che potrebbe restituire loro l’autore originale. Una scala sulla sinistra dell’ingresso conduce alla chiesa sotterranea, costruita e pensata per accogliere le sepolture delle anime povere, le cosiddette «pezzentelle».

La chiesa sotterranea e le sepolture delle anime povere

La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (ph. insta: complessopurgatorioarco)
La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (ph. insta: complessopurgatorioarco)

Qui l’altare maggiore, in opposizione a quanto presente in quella superiore, è decorato soltanto da una croce nera ed il pavimento è frutto del lavoro dei fratelli Giuseppe e Donato Massa, noti anche per le maioliche del chiostro delle Clarisse, mentre l’altare in piperno risale al XVIII secolo. Ai lati si trovano cappelle con loculi, e al centro una grande tomba anonima raccoglieva, dal Seicento ai primi anni dell’Ottocento, le spoglie di chi non poteva permettersi un sepolcro in chiesa.

Un corridoio decorato conduce alla tomba del conte Giulio Mastrillo e di sua moglie e prosegue verso un secondo ipogeo, dove sono conservati teschi e terre sante destinate ai congregati e ai benefattori.

La leggenda della principessa Lucia

Una delle cose più toccanti però, riguarda un teschio in particolare, quello della principessa Lucia e della sua storia. Il teschio, chiamato Lucia a causa della mancanza di documenti, si trova in fondo alla sala dell’ipogeo e porta una coroncina ed un velo ed è identificato come protettrice delle giovani spose.

La storia sembra basarsi su un fatto reale in quanto il nobile Domenico d’Amore perse sua figlia diciassettenne a causa della tisi subito dopo il suo matrimonio ed essendo lui molto devoto alle anime del Purgatorio, la fece seppellire nella terra santa dell’ipogeo del Purgatorio ad Arco. La tragedia di Lucia colpì molto il popolo napoletano che da allora la onora e la identifica come protettrice delle giovani spose.

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