Guappecartò: «D-SEGNI», il viaggio sonoro di due anime erranti tra memoria, cinema e visione

Dalla strada ai festival internazionali: una realtà unica in Europa

Il progetto Guappecartò nasce nel 2004 a Perugia, quando un gruppo di giovani musicisti si esibisce per le strade della città. Tra i fondatori c’erano Marco Sica (Mala), Francesco Cosentini (Frank Cosentini), Carmelo Calcagno (Donca) e Claudio Del Vecchio (Dott. Zingarone). Il gruppo non aveva ancora una forma definita, ma già mostrava una forte identità musicale e una propensione alla contaminazione tra generi.

Durante una performance vengono notati dalla celebre attrice svizzera naturalizzata italiana Madeleine Fischer (Romanshorn, 1935 – Gubbio, 2020), figura carismatica del cinema italiano degli anni ’50. Fischer rimane colpita dalla loro energia e autenticità e propone loro di comporre la colonna sonora del suo film indipendente Uroboro, da lei scritto e diretto. Questo incontro segna un punto di svolta: Fischer diventa la loro madrina artistica, offrendo loro ospitalità, fiducia e ispirazione. Il suo libro Segni, donato a Mala, diventerà anni dopo la base concettuale del loro ultimo album D-SEGNI.

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Il trasferimento a Parigi

Dopo aver lavorato alla colonna sonora di Uroboro, i Guappecartò decidono di lasciare l’Italia e trasferirsi a Parigi. Nei sobborghi della capitale francese iniziano a esibirsi nei locali underground, nei teatri alternativi e nei festival di strada. La loro musica, un mix di virtuosismo, teatralità e contaminazioni, conquista pubblico e critica.

Nel 2008 Pierluigi D’Amore (Braga), amico e concittadino di Marco Sica, lascia la sua carriera in psicologia per unirsi al gruppo come contrabbassista.

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In origine, Guappecartò era composto da cinque elementi: violino, contrabbasso, fisarmonica, chitarra e percussioni. La formazione ha subito diversi cambiamenti nel tempo, mantenendo però sempre un nucleo creativo solido. Oggi il progetto è guidato da Marco Sica (Mala) al violino e Pierluigi D’Amore (Braga) al basso elettrico e synth. La loro visione musicale si è evoluta verso una dimensione più concettuale e sperimentale, pur conservando l’anima nomade e poetica delle origini.

Dai margini ai palchi europei

La storia dei Guappecartò ha i contorni di un vero romanzo: un viaggio tra luoghi sconosciuti, esperienze di migrazione senza confini, vissuto con l’unico obiettivo di percepire la musica attraverso odori, storie, dolori e paesaggi. Un percorso segnato da privazioni estreme – senza un tetto, senza denaro per sfamarsi – ma anche da rimpianti trasformati in forza, fino a raggiungere i grandi palchi.

È una vicenda autentica, che merita di essere raccontata non solo attraverso la loro musica e un libro, ma anche come testimonianza per le nuove generazioni, affinché comprendano le fragilità e le disconnessioni che la digitalizzazione ha introdotto nei loro stili di vita. I sacrifici compiuti dai Guappecartò non solo formano, ma concretizzano un’identità artistica profonda e resistente.

Dopo il trasferimento a Parigi, i Guappecartò iniziano a farsi notare nei circuiti musicali alternativi. Dai margini dei sobborghi parigini, vivono spesso in un furgone diventato casa e ribattezzato con il nome di “Pasqualino”, spesso usato anche come studio per comporre. Con caparbietà arriveranno a esibirsi in teatri, festival e club prestigiosi in tutta Europa. Parteciperanno alla 74ª Mostra del Cinema di Venezia, al Festival di Avignone e si esibiranno in luoghi come il Palais de Tokyo, la Philharmonie de Paris e il Palazzo Grenoble di Napoli.

La loro musica ha accompagnato film d’animazione come L’arte della felicità (vincitore di un European Award), Gatta Cenerentola (2 David di Donatello, Nastro d’Argento, Ciak d’Oro) e Rukeli, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Tutti diretti da Alessandro Rak, regista visionario con cui il gruppo ha stretto una collaborazione artistica duratura.

Mala, Marco Sica, nato a Caserta nel 1981, inizia a studiare violino a 7 anni. Dopo una formazione classica, incontra a Napoli il violinista zingaro Elie, che lo introduce all’improvvisazione e alle contaminazioni musicali. Questo incontro segna l’inizio di una visione musicale libera e aperta, che lo porterà a fondare Guappecartò e a stabilirsi in Francia. Collabora con artisti come Stefano Piro, con cui nasce una profonda amicizia e un sodalizio artistico che culminerà nella produzione di diversi album. Ha lavorato con artisti come Gnut, Piers Faccini, Seb Martel, Foja, Pacifico, Nidi d’Arac, Joseph Martone, Barry Desmond Jones, Francesco Forni e Ilaria Graziano, Giorgio Gaslini, Giovanni Giorgi, Marzouk Mejri, Faren Kahn e Tonino Cavallo.

Braga, Pierluigi D’Amore, anch’egli originario di Caserta, si avvicina alla musica a 14 anni suonando il basso elettrico in formazioni di rock sperimentale. Laureato in Psicologia, lascia la professione nel 2008 per unirsi a Mala a Parigi. Studia contrabbasso al Conservatorio del 7ème arrondissement con Christian Gentlet e collabora con progetti come Vague à l’âme Trio, Tarabanda e Little Pony, oltre a comporre musiche per cinema, teatro e audiolibri.

Una discografia che racconta un viaggio

Nel corso degli anni, Guappecartò ha pubblicato album che testimoniano la loro evoluzione artistica e la capacità di reinventarsi. Nel 2009 Guappecartò pubblica il suo primo album ufficiale, L’amour c’est pas grave, registrato tra Milano e Parigi, che segna l’inizio di una discografia ricca e variegata. Tre anni dopo, nel 2012, esce l’omonimo Guappecartò, un lavoro che consolida l’identità musicale del gruppo e ne amplia la visibilità in ambito europeo.

Nel 2015 arriva Amay, un progetto che vede la partecipazione della cantautrice Neripè e la collaborazione straordinaria di Mauro Pagani, che presta il suo violino al brano Un fiore nascosto. Nello stesso anno viene pubblicato anche Rockamboles, prodotto da Stefano Piro, che diventerà uno degli album più rappresentativi del gruppo, tanto da essere ristampato cinque volte.

Rockamboles non è solo un disco: è anche colonna sonora di importanti produzioni artistiche. Tra queste, il film d’animazione Gatta Cenerentola (diretto da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone), vincitore di due David di Donatello e del Ciak d’Oro; il documentario internazionale Soyalism; lo spettacolo teatrale Ensemble di Fabio Marra; e l’opera contemporanea Occitane di Emanuele Filipo.

Nel corso della loro carriera, i Guappecartò hanno calcato oltre 1500 palchi in tutta Europa, portando la loro musica in contesti prestigiosi e variegati: dalla 74ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia al Festival di Avignone, passando per luoghi simbolici come il Palais de Tokyo di Parigi, la Philharmonie de Paris e il Palazzo Grenoble di Napoli, sede del Consolato Francese.

I vent’anni di attività

Nel 2024, per celebrare i vent’anni di attività, il gruppo ha tenuto un concerto speciale al Biko di Milano, intitolato 20, un evento che ha ripercorso la loro storia musicale con intensità, gratitudine e una rinnovata visione artistica.

Parallelamente, il duo ha composto musiche per progetti come Locomotiva (audiolibri di Daniele Fior), Rigoletto 2020 di Enrico Parenti, e Marco Sica ovvero Mala ha firmato «Due Battiti» di Marino Guarnieri, «Federico secondo lo stupore del mondo e Rukeli» di Alessandro Rak.

Una tournée tra Italia e Francia, con lo sguardo all’Europa

Dopo una residenza artistica al Teatro de l’Oulle di Avignone, Guappecartò porterà l’ultimo lavoro discografico D-SEGNI in tour in Italia e all’estero. La formazione live include Mala al violino, Braga al basso e synth, Seb Martel alle chitarre e Natale La Riccia ai disegni ritmici. Il tour toccherà teatri, club e spazi culturali, con tappe previste in diverse città italiane e un ritorno in Francia, dove si esibiranno anche a Parigi.

Prime date del tour:

  • 11 novembre – Yellowstone Studio – Cuneo (data zero)
  • 12 novembre – Germi – Milano
  • 14 novembre – Spazio Lomellini – Genova
  • 15 novembre – Freak Out – Bologna
  • 16 novembre – Ex Refettorio della Biblioteca Sperelliana – Gubbio (Perugia)
  • 20 novembre – Le Tre Porte – Rieti
  • 21 novembre – L’Asino che vola – Roma
  • 22 novembre – Auditorium 900 – Napoli
  • 23 novembre – Teatro Odeion – Giovinazzo (Bari)
  • 30 gennaio 2026 – Studio de l’Ermitage – Parigi, per poi ripartire con il tour europeo.

D-SEGNI: un’opera che nasce da un’eredità spirituale

Il nuovo album D-SEGNI è un concept profondo e visionario, nato dal libro Segni di Madeleine Fischer, donato a Mala nel 2004. Quel volume, ricco di immagini e aforismi, diventa il punto di partenza per un disco che intreccia memoria, narrazione e sperimentazione sonora. Il singolo Requiem per Alieni, accompagnato da un videoclip diretto da Alessandro Rak, è uno dei tasselli di questo mosaico musicale.

La produzione artistica di D-SEGNI è firmata da Guappecartò, Stefano Piro e Seb Martel (chitarrista francese e collaboratore di Camille), mentre il mix è affidato al due volte vincitore del Grammy Award Laurent Dupuy. Nell’immaginario visivo dell’album, Mala veste di bianco e Braga di nero: due poli opposti che si incontrano in una partita simbolica per raggiungere lo spirito della Dama, Madeleine Fischer. Il disco è composto da dieci tracce.

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