Albergo dei Poveri, il cantiere a tempi di record: pronta l’ala degli eventi

Il monumento simbolo di Napoli tornerà a vivere

C’è un luogo nel cuore di Napoli che dopo anni di silenzio torna a vivere. L’Albergo dei Poveri, uno degli edifici più vasti d’Europa, è oggi un cantiere in piena attività, simbolo di una città che prova a riappropriarsi della sua storia. Come ha raccontato Luigi Roano su «il Mattino», i lavori proseguono spediti e per la prima volta si intravede un traguardo. A rendere possibile questa svolta è stato il lavoro dell’allora ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha creduto nel progetto e ne ha sostenuto la realizzazione fin dall’inizio, visitando più volte il complesso per seguirne da vicino l’evoluzione.

Quello che per anni era apparso un sogno irraggiungibile è diventato un intervento concreto: circa 150 milioni di euro del Pnrr già cantierizzati e altri cento milioni pronti a finanziare la seconda fase, quella che riguarda l’ala di via Tanucci. Un impegno che ha trasformato l’Albergo dei Poveri nel più grande progetto di rigenerazione urbana della città.

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Dodici mesi di lavori per restituire il primo spazio alla città

Partiti nel 2024, i lavori hanno interessato 60mila metri quadrati dei 100mila totali dell’edificio. A dicembre, come preannunciato a giugno dello scorso anno dallo stesso ex ministro, sarà inaugurato il primo tratto completato: l’ala destinata alla Scuola superiore meridionale. Il sindaco Gaetano Manfredi ha ribadito la linea operativa: «Quando qualcosa è pronto va utilizzato e restituito a Napoli e ai napoletani». L’area sarà utilizzata per convegni, mostre ed eventi, anche in occasione dei 2500 anni della fondazione della città.

Il cantiere che smentisce i luoghi comuni

L’Albergo dei Poveri è la prova che i lavori pubblici a Napoli possono rispettare tempi e obiettivi. Ingegneri, tecnici, architetti e operai – quasi tutti napoletani – confermano che entro dicembre 2026 gli studenti potranno trasferirsi nella nuova sede e che l’intero complesso sarà terminato entro il 2027. Caschi bianchi e gialli si muovono ogni giorno nei corridoi lunghissimi del palazzo, dove il restauro ha ormai raggiunto la fase finale.

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I restauratori al lavoro tra colori e dettagli

All’interno, il lavoro è di precisione. Con pennellini e mini scalpelli, i restauratori hanno riportato alla luce le decorazioni dei soffitti, dominate dal giallo e dall’azzurro, mentre gli archi delle porte alte quattro metri risplendono nel rosso originario. Tutte le superfici vengono ripulite e trattate con ovatta e prodotti speciali per conservarle a lungo. La nuova Scuola superiore meridionale avrà 176 posti letto, 30 camere singole e 73 doppie, oltre a laboratori, aule, aula magna, cucine e uffici. Il primo piano rialzato sarà il primo spazio fruibile a dicembre.

Il piano complessivo: cultura e ricerca

Nel complesso saranno recuperati 42mila metri quadrati per le nuove funzioni e 15mila per i servizi. Nella facciata principale, che affaccia su piazza Carlo III, 13mila metri ospiteranno la Scuola superiore meridionale. L’ala sinistra del monumento sarà invece destinata al raddoppio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con 10mila metri su cinque piani per spazi espositivi, biglietteria e infopoint.

Nella corte centrale nascerà infine la nuova sede della Biblioteca nazionale, con 6mila metri quadrati ispirati alla grande biblioteca di Parigi. La futura Public library offrirà sale di lettura e studio, spazi per esposizioni temporanee, una terrazza con caffetteria, sale multimediali, postazioni digitali, area gaming e depositi librari. Un progetto moderno che trasformerà l’Albergo dei Poveri in un polo culturale e accademico aperto alla città e al mondo.

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