Regionali, Cirielli: «Vinceremo, siamo pronti a fare un grande ribaltone»

Il viceministro: «In caso di sconfitta la Schlein si dovrà dimettere»

Il centrodestra ha impiegato tempo per sciogliere le riserve sul candidato alla presidenza della Regione Campania, ma la scelta di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e figura di punta di Fratelli d’Italia in Campania, viene considerata la migliore opzione per puntare alla vittoria. In uno scenario in cui il centrosinistra appare un’«ammucchiata», con un Pd che si è «svenduto» al M5S e un Vincenzo De Luca che non perde occasione per mettere in imbarazzo i propri alleati, il successo del centrodestra non è affatto impossibile. Anche l’aspirante governatore è convinto del risultato: «Noi faremo un figurone, da quello che ho visto c’è la possibilità di fare un grande ribaltone».

«Vincerò»

Durante la presentazione ufficiale della sua candidatura, alla presenza di Fulvio Martusciello, Pina Castiello e Mara Carfagna, il viceministro ha mostrato sicurezza: «Dimissioni? Da quando sarò ufficialmente candidato, mi asterrò dalla firma degli atti. Poi vincerò e sarò costretto a dimettermi da deputato e da viceministro».

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L’esponente di Fratelli d’Italia ha spiegato i timori iniziali della premier nel candidare un membro del Governo in Campania «proprio in una regione dove il centrosinistra punta ad una riscossa rispetto alle sconfitte di Marche e Calabria». Tuttavia, ha assicurato: «Qui il Movimento 5 Stelle è il partito più forte e il Pd è agevolato da fattori locali. Ma noi faremo un figurone». In caso di risultato negativo, ha messo le cose in chiaro: «Non sarà una sconfitta del Governo. Piuttosto, se il campo largo e il Pd perdono, cambia la storia d’Italia ed Elly Schlein si deve dimettere».

Una campagna elettorale costruita su persone e programmi

Per la campagna elettorale, lo slogan scelto è “Rialziamoci per tornare grandi”, definito dal candidato «non nostalgico, né presuntuoso». L’obiettivo è un approccio concreto e territoriale: «Questa campagna elettorale sarà incentrata sulle persone e con i candidati. Avrò una grande interlocuzione anche con i corpi intermedi».

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L’aspirante governatore ha chiarito che non si dimetterà dalla carica di viceministro finché non sarà necessario, ma garantirà correttezza istituzionale: «Mi asterrò da atti collegati al mio ufficio, sebbene non sia un momento facile, e ne ho già parlato con il ministro Tajani».

Il viceministro ha aperto alla coalizione larga: «Ci saranno altre liste al mio sostegno, oltre ai 4 partiti della coalizione, sicuramente Udc, DC di Rotondi e altri. Ci sarà il supporto del Nuovo PSI di Caldoro». Ha poi aggiunto: «La lista del presidente è quasi conclusa, tanto spazio alla società civile e a chi ha abbandonato il centrosinistra perché non rappresentato dal campo largo». Il tema dell’astensione resta centrale: «Dobbiamo aspettarci che il 50% della popolazione non andrà a votare, io potrei usufruirne, ma è sconfitta per l’Italia e la Campania».

Programma e visione: sanità, trasporti, ambiente e lavoro

Il viceministro ritiene che la regione meriti un nuovo slancio: «Credo che la Campania possa avere un futuro diverso, possa avere di più». La stesura del programma sarà affidata a un comitato con i coordinatori regionali dei partiti e una persona di sua fiducia. I temi principali saranno sanità, trasporti, ambiente e lavoro.

Sulla futura Giunta mantiene equilibrio: «Non tengo già dei profili né opzioni sulle deleghe. Prima vinciamo le elezioni e poi insieme sceglieremo tutti i profili, ma l’importante è che siano persone competenti». La squadra, nelle sue intenzioni, sarà «tendenzialmente politica, ma non escludo che i singoli partiti possano scegliere anche dei profili tecnici» per confrontarsi con i fallimenti dell’attuale amministrazione regionale: «Noi dobbiamo misurarci su quello che loro hanno fatto in questi dieci anni di governo e quello che vogliamo fare noi per risolvere i problemi che loro hanno creato».

«Rialziamoci e torniamo grandi»

Nella conferenza stampa di presentazione del programma, l’aspirante governatore ha ribadito: «Faremo un figurone e c’è la possibilità di fare un grande ribaltone». Ha poi aggiunto: «Certo, se il cosiddetto campo largo dovesse perdere, queste elezioni avrebbero una valenza nazionale perché la Schlein dovrebbe dimettersi soprattutto in una regione dove il Pd ha vinto da solo negli ultimi anni». Sul rapporto con l’avversario Roberto Fico ha mantenuto toni moderati: «Abbiamo una diversa visione della politica, ma è una persona garbata, educata. A Fico faccio in bocca al lupo di cuore». Ha concluso con un messaggio di responsabilità: «Credo che non si debbano mai fare questioni personali, abbiamo a che fare con avversari e non nemici. Noi abbiamo il dovere di comportarci con moderazione».

Sangiuliano possibile sorpresa, ma la decisione è aperta

Sul possibile coinvolgimento dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il viceministro ha spiegato: «Mi assumo la responsabilità, perché secondo me è stato un grande ministro della Cultura e soprattutto per la Campania». Ha confermato il tentativo: «Gli ho chiesto di essere candidato. Lui è molto contento del lavoro che sta facendo a Parigi, ma io non nascondo che l’ho tentato. Non so cosa deciderà, ormai deve muoversi nella decisione». La porta resta aperta, ma la macchina elettorale è già in movimento: «Siamo partiti tardi, ma siamo pronti».

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