Boscoreale, De Caro scrive al sindaco e propone un partenariato per salvare il Teatro Minerva

Il direttore artistico: «Nessuna elemosina, solo attenzione concreta»

Il Teatro Minerva di Boscoreale rischia di chiudere i battenti. A rilanciare l’allarme è Pino De Caro, direttore artistico della storica struttura, che al termine della rassegna teatrale 2024/2025 ha sentito il dovere di informare gli abbonati della grave crisi che minaccia la sopravvivenza del cine-teatro.

Nessun sostegno dagli enti pubblici

In una lettera inviata al sindaco Pasquale Di Lauro, De Caro denuncia la totale assenza di finanziamenti da parte della Regione Campania, della Città Metropolitana e di ogni altro ente pubblico, ad eccezione di un piccolo contributo concesso per la rassegna appena conclusa. Una situazione che non consente al gestore del teatro di sostenere le ingenti spese legate alla manutenzione ordinaria della struttura, tra cui fitto, utenze e tributi locali.

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Un teatro tenuto in vita da cittadini e volontari

Fino ad oggi, a tenere in vita il Minerva sono stati gli abbonati, le scuole, alcune associazioni private e i sacrifici personali dei gestori. Ma questo non basta più. Negli ultimi mesi, anche molte iniziative pubbliche si sono tenute altrove, contribuendo a un progressivo calo delle entrate.

«Mai chiesto contributi: ora serve attenzione»

«Non mi sono mai presentato col cappello in mano a questuare contributi», scrive De Caro nella sua missiva, «ma di fronte alla possibilità concreta che Boscoreale perda l’unico spazio culturale di questo tipo, sento il dovere di avanzare una proposta concreta».

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La proposta: un partenariato per salvare il Minerva

L’idea del direttore artistico è quella di avviare una forma di partenariato pubblico-privato, sul modello già adottato in altri Comuni privi di un teatro pubblico.

Eventi scolastici, corsi di teatro e cineforum

Il Minerva, sostiene De Caro, potrebbe ospitare eventi scolastici durante tutto l’anno, comprese le manifestazioni di fine anno scolastico. Potrebbe nascere una scuola di teatro per ragazzi, utile a formare le nuove generazioni e a creare un legame profondo tra i giovani e la cultura. Sarebbe inoltre possibile organizzare cineforum per adulti e bambini, e proiezioni estive di film anche all’aperto, sfruttando le risorse tecniche di cui dispone la società che gestisce il teatro.

Collaborazioni con associazioni e convegni culturali

Si potrebbero poi stipulare convenzioni con le tante associazioni locali per eventi culturali, così come ospitare presentazioni di libri, convegni tematici e incontri sulla salute pubblica o su argomenti di interesse generale. Tutto questo, chiarisce De Caro, non per gravare economicamente sull’amministrazione, ma per restituire senso e prospettiva a uno spazio che rappresenta da sempre un punto di riferimento per l’intera comunità.

Un patrimonio da difendere

L’appello, spiega ancora il direttore, ha già generato una forte reazione da parte di abbonati, cittadini e personalità del mondo culturale, che hanno espresso preoccupazione e proposte attraverso gli organi di stampa locali e nazionali. Anche alcune dichiarazioni pubbliche del sindaco Di Lauro sono state apprezzate da De Caro, che le ha interpretate come segno di interesse verso la salvaguardia del teatro.

Il flash mob del 23 giugno

Ora, però, dalle parole occorre passare ai fatti. Per questo, il prossimo 23 giugno alle ore 19:30, in piazza Pace a Boscoreale, si terrà un flash mob con lo slogan «No alla chiusura, sì alla cultura!», per dare voce a una battaglia che riguarda l’intera cittadinanza.

Il teatro come motore di rinascita

Il Teatro Minerva non è solo un edificio: è memoria, formazione, passione, socialità. E perderlo significherebbe rinunciare a tutto questo. Come scrive De Caro, «questa nota vuole essere semplicemente un appello alla promozione della cultura, elemento essenziale per migliorare la condizione di un paese e di una zona che hanno necessariamente bisogno di ripartire dalla cultura per la sana formazione delle nuove generazioni»

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