Droga da Ercolano alla Penisola Sorrentina: a capo un uomo legato al clan Ascione-Papale

Spacciavano hashish, cocaina, crack e marijuana

Spacciavano per lo più hashish, ma anche cocaina, crack e marijuana, la banda di pusher sgominata nel Napoletano dai carabinieri con 12 arresti in carcere e un divieto di dimora. A guidare l’associazione a delinquere (gli indagati sono 41, la metà con il ruolo di spacciatori) secondo gli inquirenti, era Raffaele Bifolco, 48 anni, ritenuto legato al clan Ascione-Papale, che la gestiva con altre quattro persone, tra cui Carlo De Maio (anche lui ritenuto legato allo stesso clan), Ciro Bifolco (fratello di Raffaele) e Vincenzo Papillo, anche loro destinatari di un arresto in carcere emesso dal gip di Napoli Nicoletta Campanaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea.

Poi c’era la moglie di Bifolco, che ha impressionato gli investigatori per la sua capacità di assumere compiti nell’organigramma criminale anche assai diversi tra loro ma sempre con una certa naturalezza (per lei però non è stata emessa alcuna misura cautelare). La banda era composta anche di corrieri, custodi, referenti di zona, gestori delle singole piazze di spaccio (anche itineranti), vedette, «approvviggionatori» e trasformatori (coloro che trasformavano la cocaina in crack) dello stupefacente.

Pubblicità

L’accordo e il linguaggio criptico

L’associazione a delinquere, è emerso dalle indagini dei militari dell’arma, è frutto di un accordo stipulato tra i fratelli Ciro e Raffaele Bifolco, con la moglie di Raffaele, e con l’intero nucleo familiare di Carlo De Maio. Come già accertato in precedenti indagini anche questa associazione a delinquere usava un linguaggio criptico: la droga, infatti, veniva chiamata con altri termini, come, ad esempio, ricariche, giacche, scarpe, pizze, panino, vino, sigarette, stecche e caffé.

Per indicare il numero di clienti che attendevano la droga richiesta si faceva riferimento a generiche persone appiedate a cui serviva un passaggio («sono da solo», «siamo in due», «siamo in tre»). A ricoprire infine il ruolo di contabile e ragioniera dell’organizzazione criminale era una donna, una 47enne, (un ruolo assunto dopo l’arresto del compagno spacciatore). La donna è risultata essere particolarmente attenta nel recuperare i soldi che gli spacciatori debitori dovevano alla banda per la droga acquistata.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Domenico Caliendo, il confronto in chat prima del diario clinico definitivo

La Procura ha analizzato i messaggi scambiati tra i medici La ricostruzione dei minuti decisivi dell’intervento sarebbe cambiata più volte prima di arrivare al verbale...

Il Pd si indigna contro De Laurentiis: ma l’«inguardabile» è davvero il problema?

Più facile lamentarsi di una parola che rispondere alla critica Che «inguardabile» fosse un termine evitabile non serve nemmeno discuterlo. Che da quell’aggettivo debba partire...

Ultime notizie

Centrosinistra, Conte punge gli alleati. Franceschini: «Primarie dilanianti, meritiamo di perdere»

L’area centrista resta il nodo più delicato della coalizione La legge elettorale doveva regolare il voto, nel centrosinistra sta regolando soprattutto i conti interni. Conte...

Carburanti, finisce il taglio generalizzato: verso il Cdm sui sostegni mirati

Domani termina la riduzione delle accise sul gasolio Il conto dei tagli alle accise supera i due miliardi di euro e il governo prepara ora...

Domenico Caliendo, il confronto in chat prima del diario clinico definitivo

La Procura ha analizzato i messaggi scambiati tra i medici La ricostruzione dei minuti decisivi dell’intervento sarebbe cambiata più volte prima di arrivare al verbale...