Sfuggì al blitz contro le mafie al nord: preso in Colombia latitante legato al clan Senese

Era responsabile del traffico di cocaina dal Sudamerica all’Europa

È stato arrestato in Colombia, a Cartagena de Indias, il latitante italiano Emanuele Gregorini, destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione a organizzazione mafiosa nell’inchiesta ‘Hydra’ della Dda di Milano. L’uomo, come si legge in una nota firmata dal procuratore Marcello Viola, «è ritenuto uno degli esponenti di spicco del sodalizio mafioso quale referente della componente camorrista del cosiddetto sistema mafioso lombardo».

Gregorini, ritenuto dagli inquirenti antimafia essere uno dei referenti al Nord del clan Senese di camorra, è stato rintracciato in un appartamento preso in affitto nella città costiera colombiana grazie alla cooperazione internazionale di polizia, con il coordinamento dell’Unita’ 1-Can dello Scip (Servizio per la cooperazione internazionale di polizia) e dell’esperto per la sicurezza a Bogotà. Dalle indagini dei militari del nucleo investigativo di via della Moscova era emerso che Gregorini era arrivato il 2 febbraio da Panama in Colombia.

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L’uomo era responsabile della spedizione di grandi carichi di cocaina da Colombia, Panama e Brasile verso l’Europa, ed era ricercato in 196 Paesi, sulla base dell’allerta rossa diramata dall’Interpol. È uno dei dettagli che emergono dalla ricostruzione dell’arresto della polizia colombiana, che definisce Gregorini come il capo del Sistema mafioso lombardo nel Paese sudamericano.

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