Campi Flegrei, Manfredi assicura: «Nessuno sarà spostato»

Il sindaco: «È l’area più monitorata d’Italia»

Si dice «giustamente preoccupato. Ma la preoccupazione è uno strumento per farmi lavorare meglio». Sono le parole del sindaco di Napoli e presidente dell’Anci Gaetano Manfredi sul tema dei Campi Flegrei in una intervista a La Repubblica. Secondo Manfredi la scossa di magnitudo 4,4 registrata all’1:25 di ieri notte è stata la scossa più avvertita anche nella città partenopea per «l’epicentro più vicino a Napoli, una scossa importante, con una accelerazione significativa. Le persone si sono spaventate, giustamente».

Manfredi ha anche parlato con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Si è informato sulla situazione della città, ha manifestato la sua vicinanza e l’impegno del Paese per essere vicini allo sforzo dei Comuni dell’area flegrea».

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Se le scosse dovessero essere più forti, Manfredi spiega che «esiste un piano di emergenza che prevede in condizioni estreme l’allontanamento delle persone. Al momento non ci sono queste condizioni. Sono decisioni che deve prendere il Comitato operativo in prefettura con la protezione civile nazionale. Io avverto fortemente la responsabilità di essere sindaco di questa città. Ma l’esperienza mi aiuta a prendere le decisioni migliori per la sicurezza dei cittadini».

Una scossa di magnitudo 5 è la massima attesa: «Mi sembra un rischio remoto al momento – prosegue il sindaco di Napoli – in base ai dati registrati. Abbiamo la fortuna di avere una zona fortemente controllata, con la densità di strumenti più alta in Italia».

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Dopo la scossa di magnitudo 4.4, la conta dei danni: «Danni strutturali non ci sono stati, solo distacchi di tramezzature e qualche controsoffitto. La parte strutturale non risente di questa somma di azioni, non viene sollecitata sufficientemente. Ovvio che bisogna intervenire su parti come i cornicioni perché più eventi ripetuti possono creare problemi». Ad aggravare il rischio, i tanti edifici fatiscenti: «Edifici malmessi, senza manutenzione sono potenzialmente più a rischio. C’è una procedura per cui i privati possono chiedere sopralluoghi gratuiti dei tecnici per valutare la vulnerabilità».

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