Officina99, trent’anni di occupazione abusiva tollerata: i carabinieri chiedono lo sgombero

Il Comune: «Dal punto di vista politico non c’è alcuna volontà»

Officina99 è da anni un nodo irrisolto tra occupazione abusiva e tolleranza istituzionale. Ora le forze dell’ordine chiedono di chiudere una stagione che ha prodotto solo irregolarità. La richiesta, si apprenda da un articolo di Alessio Gemma su «Repubblica Napoli», arriva alla vigilia di Capodanno ed è contenuta in un atto formale firmato dai carabinieri e indirizzato al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. L’oggetto è esplicito: «Valutare lo sgombero di Officina 99». La motivazione è altrettanto chiara: «Pericolo per la sicurezza pubblica».

Un’occupazione abusiva lunga quasi trent’anni

L’edificio comunale di via Gianturco è interessato da una occupazione abusiva che dura da quasi trent’anni. Una condizione mai regolarizzata, priva di titoli e autorizzazioni, che si è protratta nel tempo senza essere mai ricondotta entro i confini della legalità.

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Nel 2021 Officina99 ha festeggiato i suoi trent’anni di illegalità. Il primo tentativo di sgombero risale a cinque mesi dopo l’occupazione, ma occupanti, attivisti e artisti scesero in piazza e rimossero i sigilli dallo stabile. Da allora, nonostante altri tentativi, la situazione è rimasta invariata.

Eventi e iniziative senza autorizzazioni

Oggi Officina 99 continua a essere una condizione non sanata. Dalla pagina social emergono diversi eventi musicali e iniziative ospitate negli ultimi mesi, con un ultimo concerto il 30 dicembre. Tutto questo avviene all’interno di uno stabile occupato abusivamente e senza alcun titolo autorizzativo. Una situazione che, per durata e modalità, non può essere considerata fisiologica né ulteriormente tollerabile.

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Da Palazzo San Giacomo fanno sapere che il sindaco, dopo l’intervento dei carabinieri, ha già contattato il prefetto, ma precisano che «dal punto di vista politico non c’è alcuna volontà di sgombero da parte dell’amministrazione».

Una affermazione che, tradotta in termini concreti, significa una cosa sola: la politica sceglie di non intervenire nemmeno di fronte a una occupazione abusiva accertata e a una segnalazione formale di rischio per la sicurezza pubblica. Una scelta che equivale a continuare a tollerare una situazione illegale, assumendosi la responsabilità di lasciarla immutata nonostante le valutazioni delle forze dell’ordine.

Milano e Torino: il centrosinistra che sceglie la legalità

Il caso Officina 99 si inserisce in un quadro nazionale ben definito. Ad agosto è arrivato lo sfratto del Leoncavallo, a Milano, per problemi di proprietà. Più di recente è toccato all’Askatasuna, dopo l’assalto al quotidiano La Stampa.

In entrambi i casi si tratta di città amministrate dal centrosinistra, che hanno scelto di non tollerare occupazioni abusive. Amministrazioni della stessa area politica di quella napoletana hanno deciso di intervenire per ristabilire la legalità e il rispetto della proprietà privata.

A Napoli, invece, di fronte a una occupazione abusiva nota da decenni e a una richiesta formale delle forze dell’ordine, la linea resta opposta. Una differenza che rende inevitabile interrogarsi sul peso politico che queste realtà continuano ad avere e sulla scelta di considerarle intoccabili.

L’sos e l’intervento dei carabinieri

I riflettori su Officina99 si sono riaccesi il 14 dicembre. Alle tre di notte ai carabinieri arriva un sos del 118 per un uomo privo di sensi nella struttura. All’esterno è presente una folla, mentre all’interno è in corso un evento musicale. La pattuglia in zona e il Nucleo radiomobile trovano un uomo sdraiato accanto a una colonna e in stato di alterazione. Vengono identificati altri due soggetti che riferiscono ai carabinieri di essere «organizzatori dell’evento». Trasportato all’Ospedale Pellegrini, l’uomo viene sottoposto ad accertamenti sanitari. Viene accertato che aveva assunto alcol e stupefacenti: «anfetamine» secondo gli amici.

Gli accertamenti e la richiesta di sgombero

Nei giorni successivi i carabinieri tornano in via Gianturco, trovando lo stabile chiuso con un lucchetto. Scattano gli accertamenti. Dal Comune rispondono ai militari che l’occupazione risulta «abusiva» e che «per la somministrazione di bevande non sussiste alcuna autorizzazione».

I carabinieri informano quindi l’autorità giudiziaria e scrivono il 29 dicembre al sindaco che «l’immobile occupato abusivamente è oggetto di eventi musicali verosimilmente non autorizzati in presenza di numerose persone, molte delle quali dedite all’uso di alcol e sostanze stupefacenti, producendo di conseguenza possibilità di disordini, quindi un probabile pericolo per la pubblica incolumità e la sicurezza urbana». Da qui la richiesta conclusiva: «si chiede al sindaco di valutare sin da subito, in concerto con le altre forze dell’ordine, di disporre un ordine di sgombero coatto (o la chiusura forzata) del centro sociale Officina99».

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