Napoli riscopre Villa Ebe: il gioiello di Lamont Young potrebbe rinasce con il FAI

Manfredi vuole farne un museo dedicato a Lamont Young

Villa Ebe potrebbe tornare al suo antico splendore e vivere di nuova vita. Lo ha annunciato il sindaco Gaetano Manfredi durante il convegno del Fai (Fondo Ambiente Italiano) che si è tenuto a Milano sabato scorso. L’antica dimora dell’architetto Lamont Young, nelle intenzioni del primo cittadino, dovrebbe essere trasformata in un museo dedicato alla sua storia.

Villa Ebe, un tempo residenza del celebre architetto dell’Ottocento, è stata vittima di vandalismi e incendi negli ultimi decenni. Ora il Comune punta a un ambizioso progetto di recupero che vedrà il FAI in prima linea nella gestione del sito dopo il restauro. «Villa Ebe è di proprietà del Comune – ha spiegato Manfredi – e si trova in un posto molto importante, sulle rampe di Pizzofalcone, il monte Echia, luogo fondativo della città. Ci sarà un accordo con il FAI che la gestirà, la ristruttureremo e diventerà un luogo nel quale si racconterà un altro pezzo della straordinaria storia di Napoli».

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Villa Ebe, il nodo finanziamenti

Il percorso di recupero, tuttavia, non è semplice e serviranno tanti finanziamenti. Anche su questo, il Fai potrebbe essere d’aiuto con i suoi circa 500 sponsor, ma per il momento sono solo ipotesi. Tuttavia, l’impegno congiunto del Comune e del FAI lascia presagire che le trattative siano già in fase avanzata. Attualmente, il FAI sta preparando un progetto tecnico da sottoporre al Comune a cui Palazzo San Giacomo dovrà contribuire con fondi propri.

Il sindaco ha inoltre ricordato la figura di Lamont Young, «napoletano nato da genitori inglesi che facevano parte di quegli imprenditori che nell’Ottocento erano arrivati a Napoli dall’Inghilterra, dalla Svizzera, dal Belgio per fondare fabbriche. È stato un architetto un po’ pazzo ma un grandissimo visionario che già a fine ‘800 ha progettato la metropolitana di Napoli, poi fatta un secolo dopo. Ha fatto dei progetti fantastici tra cui Villa Ebe, che era la sua residenza».

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L’iter per il recupero della storica dimora, riferisce «il Mattino», è iniziato il 20 gennaio scorso, quando Manfredi ha istituito con l’assessore Cosenza un tavolo tecnico dedicato. Nel marzo 2024, inoltre, secondo «La Repubblica», ci sarebbe stato anche un sopralluogo nella villa da parte del presidente del FAI, Marco Magnifico, del delegato campano Michele Pontecorvo Ricciardi, di Cosenza e di altri rappresentanti dell’amministrazione comunale.

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