Nucleare in Italia: il Governo pronto a varare la legge quadro

Il disegno di legge delega sarà approvato entro gennaio

Il governo approverà entro la fine di gennaio il disegno di legge quadro sul nucleare. La notizia, anticipata nei mesi scorsi dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, è stata confermata da fonti del governo durante la missione ad Abu Dhabi della premier Giorgia Meloni. La legge delega, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrà dare il quadro giuridico per autorizzare, costruire, gestire e controllare le centrali nucleari in Italia.

Pichetto ha più volte sostenuto che, senza l’atomo, non è possibile decarbonizzare la produzione elettrica e garantire la sicurezza energetica al paese. Quanto ai due referendum del 1987 e del 2011, nei quali gli italiani si sono espressi contro il nucleare, il governo ritiene che siano ormai superati. Le tecnologie che sarebbero applicate in Italia sarebbero diverse da quelle bocciate dagli italiani. Al posto delle grandi centrali di terza generazione (quelle chiuse nel 1987), l’esecutivo punta sui piccoli reattori modulari di terza generazione avanzata (motori di sommergibili dentro cilindri) e sui reattori di quarta generazione, raffreddati a piombo liquido e alimentati dalle scorie delle vecchie centrali.

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Il disegno di legge delega è stato preparato da una commissione nominata dal ministro Gilberto Pichetto e presieduta dal giurista Giovanni Guzzetta. Il testo definitivo è quasi pronto, e arriverà al ministero nel fine settimana. Entro la fine del mese sarà portato in Cdm. Se sarà approvato in parlamento, toccherà poi al governo emanare i decreti attuativi. Per questi ultimi, si stima che serviranno altri due anni. I primi reattori potrebbero cominciare a funzionare all’inizio degli anni Trenta. La legge quadro indicherà le procedure per l’autorizzazione delle nuove centrali. La norma prevede un’agenzia di controllo sul nucleare, per vigilare sulla gestione degli impianti e sullo smaltimento delle scorie.

Il ddl riprende le best practice degli altri paesi europei con più tradizione sul nucleare, e punta a valorizzare le aziende e le competenze italiane nel settore. Sono previste misure per incentivare la ricerca e la formazione e una campagna informativa per la popolazione. Per il deputato di Forza Italia Luca Squeri, «abbiamo dato il via libera al ritorno di questa tecnologia» e «questo passaggio costituisce un ulteriore, necessario step». Ma per le deputate Cinquestelle Ilaria Fontana ed Emma Pavanelli, il nucleare ha «costi enormi. Già oggi cittadini e imprese pagano cara l’energia perché la facciamo col gas, figuriamoci un domani col nucleare!».

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