Monastero delle oblate abbandonato: Comune e Giunta Municipale continuano a tacere

Il presidente della Commissione Lavori Pubblici della II Municipalità: «Servono 12 milioni per messa in sicurezza edifici»

Dopo l’articolo pubblicato da «ilSud24.it» riguardo le condizioni del monastero delle oblate di Materdei, oggi trasformato in ecomostro, ha risposto in merito Giuseppe Brandolini, presidente della Commissione Lavori Pubblici della II Municipalità, sostenendo servano circa 12 milioni di euro per mettere in sicurezza gli edifici a rischio.

La generica difesa di Brandolini: «Sicurezza è nostra priorità»

«Desidero – scrive Brandolini – rispondere alle recenti affermazioni riguardo al presunto disinteresse della II Municipalità nei confronti delle problematiche e del lavoro svolto». Non specifica quale lavoro. Nel concreto lo stabile, un edificio risalente al 1700, è nelle stesse condizioni da oltre 40 anni, inglobato in una struttura di ferro, una sorta di ponteggi che dovevano servire per i lavori di ristrutturazione.

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I lavori della Commissione

«Innanzitutto – prosegue il Presidente della Commissione Lavori Pubblici della II Municipalità – voglio sottolineare che la sicurezza dei cittadini è una nostra priorità e che siamo sempre attenti alle segnalazioni di pericolo. Abbiamo preso atto, con grande serietà delle problematiche legate agli edifici segnalati come a rischio. Queste questioni sono state più volte discusse all’interno della Commissione Lavori Pubblici, che ha competenza anche in materia di patrimonio». Indispensabile avere competenza in merito, perché il monastero delle oblate, ricordiamo, è un bene culturale.

«Il Dirigente del Patrimonio Comunale, – afferma ancora Brandolini – sollecitato dall’Assessore al Patrimonio, ha stimato un investimento necessario di circa 12 milioni di euro per la ristrutturazione degli edifici in questione». Non specificando, però, se nello specifico questo edificio rientrerebbe nell’investimento, poiché fa riferimento ‘agli edifici in questione’, quelli prima citati, ovvero ‘gli edifici a rischio’. Non specifica se siano stati fatti dei rilievi sullo stabile, se qualcuno si sia accertato che quell’edificio fosse a rischio, come denunciato da Salvatore Paternoster, giovane attivista e presidente dell’associazione Giovani Promesse, oppure no.

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«Questo dato – prosegue ancora Brandolini – evidenzia non solo la complessità della situazione, ma anche il nostro impegno nel richiedere le risorse necessarie per garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini. Vogliamo assicurarvi che la II Municipalità è qui per ascoltare e agire. Ci impegneremo a sensibilizzare ulteriormente le autorità competenti affinché si intervenga urgentemente e tempestivamente, per affrontare la situazione critica esistente. Rimaniamo disponibili per ulteriori discussioni e chiarimenti su questo tema cruciale».

Paternoster: «Nessuna risposta concreta»

La lettera, pubblicata come commento su Facebook da un utente, Giovanni Romeo, è subito saltata all’occhio del giovane attivista di Materdei, Salvatore Paternoster, che non ha tardato a rispondere.

«La risposta del sig. Brandolini – scrive Salvatore – non fornisce alcuna indicazione concreta. Si parla di stime, complessità e impegni ‘futuri’, ma nel contenuto non leggo nulla di tangibile, solo proclami che si ripetono da 30 anni. Se il Sig. Brandolini è realmente interessato a risolvere il problema, in qualità di presidente della Commissione Lavori Pubblici, suggerisco che venga inviato qualcuno a verificare le condizioni di sicurezza del palazzo. Dalle foto non sembra affatto in sicurezza, anzi, a mio avviso rappresenta un pericolo imminente. E se, malauguratamente, dovesse verificarsi una tragedia, i responsabili avrebbero nomi e cognomi ben precisi».

A.A.A. Cercasi giunta municipale e comunale

Tirando le somme, manca ancora l’indispensabile osservazione sullo stato d’abbandono, da parte del Comune di Napoli, nei confronti di questa struttura. L’attenzione di Brandolini è lodevole e dimostra l’impegno da parte della Commissione competente della Municipalità a dare risposte ai cittadini. Peccato però che, per risolvere veramente il problema, serva l’intervento diretto del presidente Marino e dell’amministrazione Manfredi.

Probabilmente questo il motivo di un’assenza di scadenze e previsione d’interventi all’interno della risposta di Brandolini, perché, per quanto lui manifesti la buona volontà di voler intervenire, le decisioni devono essere prese dai piani alti che ancora oggi tacciono sulla questione. Nessuna notizia nemmeno dalla soprintendenza. Non è chiaro se la richiesta da parte della commissione competente, presieduta da Brandolini, dei 12 milioni di euro necessari per la messa in sicurezza degli edifici, sia stata presa in carico. Il quartiere resta ancora in attesa di risposte concrete.

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