Due turisti italiani attaccati da uno squalo a Marsa Alam: morto un 49enne

Ferito anche l’amico

Doveva essere una vacanza per chiudere il 2024 tra le spiagge paradisiache e la barriera corallina di Marsa Alam, sul Mar Rosso. In un attimo, si è trasformata in una tragedia per l’attacco di uno squalo che ha spezzato la vita di Gianluca Di Gioia, 49enne romano residente in Francia, e ha ferito in modo non grave Peppino Fappani, 69enne della provincia di Cremona, intervenuto per soccorrere l’amico dalla furia dell’animale.

I due italiani sono stati attaccati la mattina di domenica «in acque profonde al di fuori della zona di balneazione», ha riferito il ministero dell’Ambiente egiziano che nel dare la notizia non aveva specificato la nazionalità dei due turisti, emersa in seguito.

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Nessun dettaglio invece sulla dinamica della tragedia, sulla quale la procura di Qusair, in Egitto, ha aperto un’inchiesta per chiarire le circostanze e alla quale lavorerà anche una commissione urgente formata dal ministero dell’Ambiente, per il coordinamento e la cooperazione con il governatorato del Mar Rosso e gli altri enti competenti. Nel frattempo, il tratto di mare dove è avvenuta la disgrazia resterà chiuso alla balneazione per due giorni, a partire da lunedì.

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Dopo l’attacco, il corpo di Gianluca Di Gioia è stato trasportato all’ospedale di Port Ghalib insieme a Fappani. L’Ambasciata d’Italia al Cairo ha fatto sapere che sta prestando assistenza consolare sia alla famiglia del 49enne deceduto sia al connazionale ferito. Di Gioia, classe 1976, si era laureato nel 1995 in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma, aveva lavorato presso il centro di ricerca dell’European Commission ed era impegnato dal 2012 all’European External Action Service – Eeas, ovvero il servizio diplomatico dell’Unione europea.

Sui suoi profili social, tante le foto di lui in giro per il mondo, spesso in luoghi di mare, alternate alle immagini con la moglie di origine francese con cui era sposato dal 2013. Fappani, odontotecnico di Soncino, in provincia di Cremona, era amico da diverso tempo di Di Gioia. E secondo le prime informazioni, è rimasto ferito dopo essere intervenuto proprio per aiutare l’amico.ù

Il racconto della testimone

Insieme ai due c’era anche la moglie di Fappani. La donna ha assistito all’attacco dello squalo dalla banchina. «Di Gioia stava facendo snorkeling quando, improvvisamente, è stato attaccato dallo squalo. Peppino – ha raccontato la coniuge del cremonese alla cugina, raggiunta telefonicamente – si è gettato in acqua cercando di spaventare lo squalo per permettere all’amico di liberarsi». Ma non c’è stato nulla da fare e anche il soncinese è stato azzannato.

I precedenti

Gli attacchi di squali sono eventi abbastanza rari lungo le coste egiziane del Mar Rosso: tra gli ultimi episodi, la morte a Hurghada di un russo nel giugno dell’anno scorso e di due turiste nel 2022, un’austriaca e una britannica. Sempre nel Mar Rosso, un giovane ucraino aveva perso un braccio nel 2020 e la stessa sorte era toccata a una donna egiziana nel settembre dell’anno scorso a Dahab, sulla costa del Sinai.

Il 25 novembre scorso, Marsa Alam era poi tornata agli onori delle cronache quando uno yacht turistico, il «Sea Story», è affondato a causa di condizioni meteorologiche avverse, provocando quattro morti, sette dispersi e 33 sopravvissuti, tra cui una cittadina belga con doppia nazionalità italiana. Casi isolati che non hanno frenato il flusso di viaggiatori verso queste coste, tra le mete più gettonate del turismo di Capodanno grazie alla sua barriera corallina popolata di pesci tropicali che lo rendono simile a un acquario godibile anche solo con maschera e boccaglio.

Negli ultimi giorni, scrivono i media egiziani, gli aeroporti di Hurghada e Marsa Alam hanno registrato l’arrivo di circa 150.000 turisti di varie nazionalità: Germania e Russia sono in cima alla lista, seguite da Regno Unito e dall’Italia, al quarto posto, con tassi di occupazione alberghiera che si attestano tra il 90% e il 100%. Numeri che fanno bene all’economia locale, ma che potrebbero aver influenzato negativamente l’ambiente marino: secondo alcuni esperti, un’edilizia mal regolamentata, la pesca eccessiva e pratiche turistiche irresponsabili contribuiscono infatti a modificare l’ecosistema e il comportamento degli squali.

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