Il Napoli a Udine per ripartire, Conte: «Dovremo avere molto rispetto»

Il mister: «Si deve essere più bravi dell’avversario nei 95 minuti»

Dalle due sconfitte contro la Lazio «arrivano zero punti e l’eliminazione dalla Coppa Italia. Si riparte solo lavorando, lavorando, lavorando». È un Antonio Conte serio e determinato il tecnico del Napoli che in una settimana ha detto addio alla Coppa Italia e al primo posto in classifica e prepara la trasferta di Udine, dove la squadra vuole tornare sulla strada della vittoria.

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L’allenatore fa una conferenza stampa di dieci minuti, senza gran voglia di parlare, più interessato a ritrovare un Napoli che segni e vinca e sa di doverlo fare senza Kvicha Kvaratskhelia, la star infortunata al ginocchio e rimasta a Napoli, mentre i compagni sono partiti per il Friuli, cercando la concentrazione migliore.

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La formazione e il modulo

Al posto del georgiano dovrebbe giocare Neres, ma Conte non è dell’umore per parlare della formazione. «Decideremo – ha detto – dopo l’allenamento che faremo a Udine», lasciando aperte le idee di altri possibili sostituti ma anche a un diverso modulo, usando ad esempio Raspadori, anche se spiega che «nel nostro 4-3-3 ci sono tre attaccanti, nel 3-5-2 sono due attaccanti, vedremo, ne stiamo provando tanti di moduli». Prove per ritrovare la via del tiro verso la porta avversaria e del gol visto che nelle ultime nove partite giocate gli azzurri hanno segnato solo otto gol e facendo solo 30 tiri in porta, poco più di tre a partita.

Da ritrovare c’è quindi la penetrazione nelle aree degli avversari, magari con meno cross e più corridoi centrali, che McTominay ha dimostrato di essere in grado di alimentare, magari proprio in scambi di palla con Raspadori.

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Si vedrà a Udine, dove Conte parte dalle certezze di una difesa che con i titolari regge ed è centrale per un Napoli che resta con il suo obiettivo principale, tornare in Champions League e rafforzare la squadra, come il tecnico ripete guardando la bella stagione delle italiane in Europa quest’anno: «Sappiamo – spiega – la forza delle squadre italiane da quello che fanno in Europa. Ieri ho visto anche il 3-1 della Lazio in casa dell’Ajax con 9 su 11 dei giocatori contro di noi in Coppa Italia. Oggi per fare le competizioni europee devi avere le rose per giocarle. Le italiane sono state molto brave a costruire le rose giuste e stanno avendo frutti perché con il turn over il livello di qualità non scende, nonostante tanti impegni internazionali. Complimenti a chi ha costruito in questi anni che sta vedendo i frutti».

Frutti che, volendo interpretare la sua frase, certificano la superiorità della panchina della Lazio nei confronti di quella del Napoli in campo in Coppa Italia. Ora però al centro del pensiero c’è la sfida di Udine, per evitare la fuga in classifica dell’Atalanta: «A Udine come in tutti i match – ha spiegato Conte – vale sempre avere la giusta intensità e attenzione durante la partita, la voglia di dominare. La partita non si decide nei primi 15’ o negli ultimi 5’, ma si deve essere più bravi dell’avversario nei 95 minuti».

«L’Udinese è una squadra partita molto forte poi ha avuto momenti di rallentamento ma nell’ultima partita ha rivinto. Sono forti fisicamente grazie a scelte che da anni fa l’Udinese che prende giocatori anche fisici e resistenti. È il primo anno in Italia per l’allenatore che fa bene all’Udinese e dovremo avere molto rispetto e cercare di avere al meglio di performance e condizione per avere il risultato». Con o senza Kvara, le risposte azzurre sono attese.

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