Il problema di Napoli non è il ‘Pulcinella’ di Pesce ma il sindaco Manfredi

La pessima figura è solo l’esempio di come viene trattato un settore fondamentale della vita cittadina

L’opera di Gaetano Pesce, “Tu si ‘na cosa grande”, installata a Piazza Municipio, ha suscitato reazioni irriverenti e grasse risa tra i napoletani. Ma il valore dell’opera non è in discussione, solo perché né noi, né i cittadini napoletani in generale, forse, hanno le basi artistiche per poterla valutare. Ma di certo, quella figura che si staglia solitaria in un vuoto assoluto, evocando paragoni fallici, non lascia una bella sensazione. In un altro contesto, probabilmente, avrebbe potuto avere un impatto diverso.

Tuttavia, aldilà delle polemiche sulla qualità dell’arte contemporanea, il vero problema non è l’opera in sé, ma l’assenza di una visione culturale sotto l’amministrazione del sindaco Gaetano Manfredi. Il primo cittadino di centrosinistra non ha voluto assegnare la delega alla Cultura. Ha deciso di tenerla per sé, e i risultati non entusiasmano.

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Lodevoli i tentativi di valorizzare una Piazza Municipio abbandonata. Un luogo che un tempo era motivo di vanto per Napoli, ora ridotto a un grande vuoto, con eventi estemporanei e senza anima, pensati forse per dare una parvenza di vitalità a un’area che ha perso ogni traccia della sua grandezza. I pessimi lavori di rifacimento hanno trasformato questo storico angolo della città in quella che molti cittadini descrivono ironicamente come una pista d’atterraggio per aerei – magari una riserva per l’aeroporto di Capodichino.

Gli esempi di questa decadenza si moltiplicano

Si passa dagli stand temporanei della Nutella, a eventi come la festa della monnezza organizzata da Asìa Napoli, fino al Bufala Fest. Manifestazioni senza una vera connessione con la cultura locale, che sembrano più mirate al consumo che alla valorizzazione del patrimonio della città.

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Ancor più grave è il denaro speso per esposizioni temporanee come la “Venere degli Stracci” di Pistoletto, la cui futura destinazione, a mesi di distanza dalla rimozione, è ancora un rebus e con cui si corre il rischio che finisca dimenticata in un deposito del Comune. Lo stesso destino potrebbe toccare all’opera di Gaetano Pesce, una volta terminata la sua mostra. Sono stati spesi fondi considerevoli che avrebbero potuto essere utilizzati per abbellire in modo permanente Piazza Municipio, rendendola di nuovo uno spazio vivibile e accogliente per la comunità.

Eppure, l’amministrazione Manfredi ha preferito continuare su questa strada, mortificando ulteriormente una piazza già devastata dai progetti delle cosiddette “archistar” internazionali. Non sarebbe stato meglio affidare, a questo punto, il progetto a qualche giovane architetto napoletano, capace di interpretare con maggiore sensibilità le esigenze della città?

L’incapacità dell’amministrazione Manfredi

Il vero problema, dunque, non è l’opera di Gaetano Pesce. Anche se alcune voci sostengono che il progetto originale dell’artista, scomparso di recente, sia stato profondamente alterato dal Comune. Ciò che emerge chiaramente è l’incapacità dell’amministrazione Manfredi di dare una direzione chiara e coerente alla cultura cittadina.

L’amministrazione si barcamena tra tentativi dispendiosi e inutili, senza un reale progetto culturale. Finge di avere un programma, ma nei fatti la cultura resta ai margini, lasciata all’improvvisazione. Nel frattempo, i monumenti e i luoghi storici di Napoli cadono in rovina, le biblioteche chiudono per mancanza di fondi, gli eventi culturali di spessore scarseggiano e molte opere d’arte sono lasciate all’incuria.

Napoli, che in passato è stata un faro culturale, oggi sembra sprofondare in un declino inarrestabile. Grazie, sindaco Manfredi, ma forse è giunto il momento di nominare un assessore alla Cultura competente, capace di riportare la città alla sua antica grandezza e ridare vita e dignità ai suoi spazi storici e culturali.

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