Napoli, auto esplosa in tangenziale: 6 iscritti nel registro degli indagati

Ipotizzati incendio colposo e omicidio colposo

Un anno dopo l’incidente che costò la vita alla ricercatrice dell’istituto motori del Cnr Maria Vittoria Prati e al tirocinante di 25 anni Fulvio Filace, la Procura della Repubblica chiude le indagini e iscrive nel registro degli indagati sei persone. Lo riferisce un articolo di Dario Del Porto su «La Repubblica». Secondo quanto emerso dalle indagini, a provocare l’incendio dell’auto sperimentale, il 23 giugno scorso sulla tangenziale di Napoli, sarebbe stato il cattivo funzionamento di una batteria a litio «di trazione». Quel giorno l’auto prese fuoco e tra le fiamme rimasero gravemente ustionati i due passeggeri che morirono giorni dopo durante il ricovero in ospedale.

Gli indagati, scrive il giornale, sono tre persone che all’epoca erano dipendenti della società che aveva assemblato la vettura, una Volkswagen Polo, un prototipo diesel-elettrico. Indagato anche un docente universitario, un collaboratore di quest’ultimo e un ex amministratore della società che aveva ricevuto l’auto e l’aveva fornita al Cnr che ne doveva effettuare i test per accertare il reale risparmio energetico e i benefici ecologici. I reati ipotizzati sono quelli di incendio colposo e omicidio colposo.

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Secondo quanto ricostruito dalla pm Manuela Persico, insieme alla procuratrice aggiunta Simone Di Monte e dai carabinieri, l’auto era pericolosa e insicura, soprattutto per quanto riguarda la batteria, e il Cnr non sarebbe stato messo al corrente delle necessarie avvertenze sul suo utilizzo.

Adesso, dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, gli indagati, insieme al proprio collegio difensivo, hanno 20 giorni di tempo per replicare alle accuse chiedendo interrogatori, depositando memorie o proponendo supplementi d’indagine. Dopo di che toccherà alla Procura decidere se chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati o l’archiviazione.

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