Emergenza cinghiali, la Cia Campania alla Regione: servono interventi urgenti

Il presidente ha consegnato all’assessore regionale all’Agricoltura un documento contenente 9 richieste

«La situazione per gli agricoltori è ormai diventata insostenibile. I danni da cinghiale stanno costringendo molti agricoltori ad abbandonare i fondi. Ecco perché occorrono interventi urgenti e immediati, come un uso fattivo dell’Esercito». Ieri mattina, nella sede della Cia Campania (Confederazione italiana agricoltori) in via Pavia a Napoli, il presidente Raffaele Amore ha consegnato all’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo un documento contenente nove richieste.

Nove richieste di interventi da attuare a stretto giro che vanno oltre il Piano varato dalla Regione Campania di gestione e contenimento della specie cinghiale, di cui si è chiesta pure l’attuazione. Si è chiesto l’accesso ai corsi di abilitazione/formazione, l’affidamento del contenimento faunistico a società private con fondi regionali, la partecipazione attiva delle associazioni agricole nei Got (Gruppi operativi territoriali). E ancora: monitorare i dati delle operazioni di abbattimento, l’identificazione dei “distretti suinicoli” per il depopolamento dei cinghiali come previsto dall’ordinanza 2/2024 e di potenziare l’uso delle trappole. E l’istituzione di un tavolo per discutere della filiera carne di cinghiale.

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Il caso della Toscana

A tal proposito Amore ha richiamato il caso della Toscana: «La Regione Toscana ha trasformato quello che era un problema in un valore aggiunto. La creazione di una filiera dedicata, capace di recuperare una antica tradizione contadina, permetterebbe di gestire meglio la popolazione di cinghiali, riducendo i danni agricoli e fornendo un prodotto di qualità al mercato».

Alla voce di Amore, nel corso dell’incontro, si sono aggiunte anche le voci di alcuni agricoltori che hanno rappresentato all’assessore Caputo difficoltà e pericoli quotidiani: «Ci sono zone in cui i cinghiali entrano in casa e poi aggrediscono le persone»”; «Per proteggerci siamo costretti a fare la ronda, ma non si può andare avanti così»; «C’è il rischio forte che non si coltiverà più e questo provocherà un abbassamento delle. produzioni». E poi c’è chi ha suonato l’allarme su altri due problemi: «Adesso c’è l’emergenza cinghiali ma iniziamo a pensare alle colombacce e alle gazze».

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Caputo: «Massimo impegno»

L’assessore regionale Caputo, ascoltate tutte le istanze, ha garantito che «la determinazione del governo e delle Regioni è orientata a risolvere il problema» e ha ribadito «il massimo impegno da parte della Regione Campania». «La Regione Campania sull’emergenza cinghiali, un fenomeno quasi paragonabile ad una calamità naturale, ha messo in campo tutte le iniziative possibili. Resta la necessità di armonizzare la legislazione nazionale e di affrontare la vera sfida: serve un’azione strategica che tenga conto delle peculiarità della fauna selvatica e delle esigenze degli agricoltori», ha osservato Caputo.

«Noi, fra le altre cose, abbiamo pensato ad un’App per monitorare i danni ed assicurato, con il Psr, misure rafforzare la difesa agricoltori. È – ha sottolineato Caputo  – una situazione drammatica che da una parte prevede la necessità di protezione di una specie e dall’altra la necessità di evitare danni agli agricoltori». Poi ha annunciato di avere scritto, nella giornata di mercoledì, al ministero «perché abbiamo un grosso problema sopratutto nei parchi»: «I parchi che non collaborano devono essere commissariati».

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