Agricoltura, appello di Cia Campania: «Nuova Ue intervenga su aree rurali e giovani» | Video

Presentato un manifesto in dieci punti per sollecitare un piano strategico

Un manifesto in dieci punti per sollecitare un piano strategico per l’agricoltura. Lo ha presentato la Confederazione italiana agricoltori Campania, in occasione di un incontro con alcuni candidati al Parlamento europeo svoltosi ieri a Napoli. All’Europa, in sintesi, si chiede un cambio di rotta e la valorizzazione degli agricoltori e delle aree rurali che vanno considerate delle opportunità.

«All’Europa chiediamo di cambiare rotta: gli agricoltori non sono un problema delle aree rurali ma una opportunità. È questo il punto di partenza, è l’agricoltura che protegge e valorizza i territori», ha detto Raffaele Amore, presidente Cia Campania.

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«Bisogna superare l’impostazione europea che vede, troppo spesso, l’agricoltore come un problema e non come presidio del territorio e costruttore di futuro. Faremo – ha spiegato Amore – questa battaglia e quella per le aree interne, del sud, della Campania. Abbiamo il dovere di partire dalle aree interne per assicurare un futuro ai nostri giovani, per determinare le condizioni per animarle. Se mancano i servizi, se è scarsa la risposta sanitaria e la vivibilità nessuno resta e muoiono zone strategiche per lo sviluppo del Paese». Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dieci punti che, è l’auspicio della Cia, saranno al centro dell’agenda politica di Bruxelles.

«In quest’ottica, il Manifesto di Cia affronta – ha aggiunto Amore – tutte le questioni più urgenti. Dal valore lungo la filiera, passando per lo sviluppo delle aree rurali e fino ad arrivare alla Tutela del suolo. Centrali poi i temi della gestione dell’acqua, di regole comuni sul commercio, per tutelare il prodotto italiano ed europeo ed evitare la concorrenza sleale di Paesi terzi, di un bilancio Ue adeguato per affrontare le questioni ambientali». Per Amore centrale dovrà essere «il tema della innovazione, della formazione, del sostegno al ricambio generazionale per sostenere l’ingresso e la permanenza dei giovani nel settore, favorendo sia l’accesso al credito che l’accesso alla terra».

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Todisco: «In Europa il riuso e l’utilizzo dell’acqua»

Auspicano un cambio di passo in Europa anche i diversi candidati alle Europee intervenuti ieri all’evento. «Anche in ragione della mia storia personale di commissario straordinario di Consorzi di bonifica qui in Campania, vorrei portare in Europa dei temi che riguardano il riuso e l’utilizzo dell’acqua, la preservazione dei territori agricoli dall’incombente uso del cemento, la difesa idraulica delle città e l’accompagnamento e la valorizzazione delle attività agricole che sono una risorsa importantissima per il nostro territorio», ha detto Francesco Todisco (Pd), in passato consigliere regionale della Regione Campania.

Fruncillo: «Green deal morte dell’agricoltura italiana»

Per Ines Fruncillo, presidente Fratelli d’Italia di Avellino, «le politiche agricole sbagliate della Comunità europea dipendono dal fatto che il centrodestra non ha mai governato il Parlamento europeo». «Riteniamo – ha aggiunto Fruncillo – che il green deal sia la morte dell’agricoltura italiana e crei delle condizioni di impraticabilità di competitività dei mercati perché è troppo assorbente di posizioni ambientaliste e di ecofollie».

Preziosi: «Interventi sulla formazione di giovani»

Per Barbara Preziosi di Azione «l’agricoltura e i nostri territori devono essere assolutamente rilanciati, al Sud e in Campania. Bisogna intervenire assolutamente dal terreno, dalle fondamenta dei nostri territori, dagli agricoltori che hanno bisogno di rispetto per il loro lavoro». Preziosi ha sottolineato la necessità di favorire «interventi sulla formazione di giovani che devono lavorare nei nostri territori», interventi sulla filiera che «deve essere assolutamente ristretta perché bisogna eliminare tutto quello che è superfluo nella filiera dal produttore al consumatore finale». Infine Preziosi ha evidenziato l’importanza di «incentivi per le tecnologie, per rendere i nostri prodotti non solo buoni ma anche sicuri sulle nostre tavole». «Si deve fare sì – ha concluso la candidata di Azione – che i nostri prodotti vengano conosciuti ancora di più in Europa».

Caputo: «L’Europa deve cambiare approccio»

Per Nicola Caputo, candidato alle Europee per la lista Stati uniti d’Europa, «l’agricoltura vive un momento complesso e l’Europa deve cambiare approccio rispetto a questo settore». Ecco perché «penso che i prossimi anni saranno fondamentali nel corso dei quali dovremo aiutare la nuova politica agricola comune a rispettare le aspettative del mondo agricolo europeo, a partire da una tutela del reddito minimo degli agricoltori, a partire anche dalla rassicurazione circa la competitività, facendo in modo che l’agricoltura non paghi sempre il prezzo nei trattati e negli accordi internazionali». «Viviamo un grande paradosso – ha concluso -: spendiamo 400 miliardi di fondi europei in un ciclo di programmazione e abbiamo i trattori per strada. In questa condizione la risposta che deve dare l’Europa e una risposta di comprensione e di cambio di approccio».

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