La statua del Nilo, il mistero egizio nel cuore antico di Napoli

La testa perduta alimentò leggende popolari

La statua del Nilo è una delle opere che più rappresenta l’anima della città di Napoli, una città costruita sugli incontri, sugli scambi e su tutto ciò che arriva da lontano e finisce per ritrovare casa. La statua si trova in largo Corpo di Napoli, luogo in cui fu rinvenuta nel XV secolo, e si trova lì da secoli ormai.

Questo tesoro venne scoperto durante la demolizione del monastero di Donnaromita, senza testa, e ciò fece emergere molte leggende, una delle quali sosteneva che la testa originaria puntasse con lo sguardo verso il nascondiglio di un tesoro nascosto. Essendo stata trovata incompleta, per molto tempo si pensò si trattasse di una raffigurazione femminile, probabilmente di Partenope, anche perché appare un bambino nell’atto di nutrirsi al seno.

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Il legame tra Napoli e l’antico Egitto

Questo capolavoro sta proprio a indicare i rapporti della Napoli greco-romana con l’antico Egitto. La zona, infatti, per lungo tempo venne abitata da una colonia di mercanti egiziani provenienti da Alessandria; essi si sentirono a casa in una città che fin da subito accolse la loro cultura, tanto da permettere la costruzione di un tempio a Iside, che rappresentava la protezione durante le navigazioni e un legame materno con l’Egitto. La leggenda narra che a loro i napoletani chiesero e ottennero un augurio di prosperità da indirizzare alla propria terra natale.

In questo periodo venivano celebrati, oltre ai culti romani, anche i culti di popolazioni straniere, che però, con l’avvento del cristianesimo, venivano svolti in segreto. Fu proprio per questa serie di culti paralleli e contrari alle credenze riconosciute che, in epoca successiva, la statua del dio Nilo fu decapitata.

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Nel 1657, grazie allo scultore Bartolomeo Mori, fu aggiunta al corpo marmoreo una testa d’uomo, insieme alla cornucopia nel braccio destro e alla sfinge alla sinistra. Durante il secondo dopoguerra, due dei tre putti che circondavano in basso la divinità e la testa della sfinge furono rubati. Solo nel 2013 la testa della sfinge venne ritrovata in Austria, dopo sessant’anni dal furto. Il restauro avvenne nel 2014 e, a novembre dello stesso anno, ci fu un’inaugurazione per la presentazione della statua alla città.

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