Chico Forti atterrato a Roma: «Voglio riabbracciare mia madre»

L’uomo è stato portato a Rebibbia

Una volta toccato il suolo italiano le prime parole di Chico Forti sono state per lei: «Non vedo l’ora di riabbracciare mia madre». «Sorridente ma provato» durante l’incontro con la presidente del consiglio Giorgia Meloni, che Forti ha ringraziato, il 65 enne trentino, in Italia dopo 24 anni, è apparso commosso quando ha parlato dell’anziana madre. La donna ha 96 anni e vive a Trento: non vede il figlio dal 2008, tanto, troppo tempo. L’incontro tra madre e figlio è abbastanza sicuro, incerti semmai sono i tempi della burocrazia.

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Ne è convinto l’avvocato italiano di Forti Carlo Della Vedova. «Faremo un’istanza per avere il permesso per il detenuto di visitare la madre. Non è possibile il diniego» visto che è «un diritto di tutti i detenuti». Del resto anche l’aspetto umanitario, ha puntualizzato l’avvocato, ha «accelerato la procedura ed è anche stata considerata dalla Corte di Appello di Trento quando è stata recepita la sentenza americana».

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L’appello della madre

Era stata proprio la madre, più di un anno fa, dalle pagine di Qn a lanciare un appello a Giorgia Meloni chiedendo il rientro in Italia del figlio. «Sono sempre convinta che sia stato vittima di un terribile errore giudiziario», disse. E come tutte le mamme ebbe parole colme di affetto e dolcezza: «Chico, sin da bambino, stava dalla parte dei più deboli: è sempre stato mite e pacifico. Ha un carattere burlone, ma è buono, leale, onesto».

Quando apprese che quell’idea di rivedere il figlio poteva finalmente diventare realtà raccontò: «Credo sia stata la più grande emozione di tutta la mia lunga vita. Non vedo mio figlio dal 2008. Andai a trovarlo in carcere in America per i miei 80 anni. Poi non ho più avuto la forza di muovermi». Ed ammise: «Avevo perso quasi tutte le speranze. Poi Chico, ogni volta che lo sentivo, mi esortava a resistere fino a quando non lo avessi ancora abbracciato. E così ho sempre fatto».

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Festeggiano anche gli amici del 65enne, tutti riuniti nel comitato Una chance per Chico che in tutti questi anni ha seguito la lunga battaglia per riportarlo in Italia. Sulla pagina Facebook si celebra «la fine di un incubo» e l’inizio di una «nuova vita». Forti intanto è in una cella da solo a Rebibbia Nuovo Complesso, il carcere romano dove è stato portato, una volta preso in consegna dalla penitenziaria, dopo il suo arrivo a Pratica di Mare attorno alle 11.30.

Un ‘fuori programma’ visto che Forti era destinato da subito al penitenziario di Verona dove oggi era in visita Papa Francesco che ha incontrato i detenuti. Istituto dove sarà, con molta probabilità, trasferito già lunedì per scontare la sua pena dopo 24 anni di detenzione negli Usa. A Rebibbia è stato accolto dal direttore, ha sbrigato le formalità di rito e ora si trova in cella da solo anche in virtù del fatto che è, appunto, un detenuto in transito.

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