Guerra tra baby boss, 3 arresti per l’agguato al giovane ras

Uno dei giovani finiti in cella è nipote dei Di Biasi

Guerra tra baby boss ai Quartieri Spagnoli, tre arresti. Il gruppetto aveva letteralmente militarizzato una strada di Montecalvario, vico Lungo San Matteo. Durante la notte, armati di pistola, controllavano e perquisivano i passanti e i turisti che si trovavano a passare nella loro zona. Ma quella strada pare non bastasse più, volevano uno spazio all’interno delle dinamiche criminali dei Quartieri, entrare nel cosiddetto giro grosso.

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Uno dei tre arrestati è nipote dei boss Di Biasi che anni fa gestivano una porzione dei vicoli del centro. Sono accusati, a vario titolo, di lesioni personali, porto e detenzione di armi da fuoco, violenza privata, rapina, tutti aggravati anche dalle modalità mafiose.

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Su delega del procuratore di Napoli e del procuratore per i Minorenni di Napoli, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto il carcere nei confronti dei tre indagati Antonio Mucci, Dylan Di Biasi e Vittorio Sorriente, rispettivamente di 21, 19 e 22 anni. Il provvedimento cautelare è scattato dopo le indagini condotte dalla Squadra Mobile a seguito del ferimento di un altro giovane nel novembre 2022, Vincenzo Masiello.

Un agguato da ricondursi proprio alla mira espansionistica dei tre, tenuto conto che la vittima, attualmente in carcere, è da considerarsi elemento di vertice dell’omonima famiglia criminale alleata con gli Esposito e i Saltalamacchia.

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Le tensioni e l’agguato

In quel periodo del 2022 furono registrate altre tensioni ed altri episodi di spari e ferimenti. Come, qualche giorno dopo il ferimento di Masiello, capitò a un uomo di 34 anni che fu ferito con due colpi d’arma da fuoco agli arti inferiori. Per quanto riguarda l’uomo, noto alle forze dell’ordine, fu battuta la pista investigativa della punizione.

Il 34enne fu ferito in piazzetta Rosario di Palazzo, una traversina di via San Mattia. Due proiettili raggiunsero al polpaccio destro e alla gamba destra. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini, nella cuore della Pignasecca, non fu giudicato in gravi condizioni. Sul luogo furono recuperati due bossoli calibro 9×21.

Non solo. Alla fine dello stesso mese di novembre, sempre nel 2022, due giovani furono intercettati è bloccati dai carabinieri davanti alla caserma Pastrengo, sede del comando provinciale di Napoli. Uno era minorenne e, nel corso della colluttazione per bloccarli, partì uno sparo. Erano circa le 5.30 e i due ragazzi a bordo di uno scooter percorrevano piazza Carità. Avevano il volto coperto, il mezzo era senza targa e provenivano dai Quartieri Spagnoli. I carabinieri intimarono l’alt, lo scooter fece inversione e i due imboccarono via Toledo, dove poi furono bloccati.

Alla guida del mezzo c’era un 17enne, mentre il passeggero aveva 18 anni. Erano di Barra e San Giovanni a Teduccio e, malgrado la giovane età, risultavano già noti alle forze dell’ordine. Il 18enne era armato. Aveva con sé una pistola mitragliatrice Skorpion calibro 7,65, senza matricola e con 13 colpi inseriti nel caricatore. Un’arma da guerra. Disarmarlo non fu facile. Il 18enne – in un probabile delirio di onnipotenza – piazzò in piedi sullo scooter, puntando l’arma verso i carabinieri. I militari si lanciarono verso di lui gettandolo a terra e, in quel momento, partì un colpo. Secondo le indagini si erano spostati dall’area orientale ai Quartieri Spagnoli per fare una «stesa».

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