Cultura, consegnati i «Premi Nazionali per la Traduzione» 2023

Conferiti 8 riconoscimenti, 4 maggiori e 4 speciali

Sono stati consegnati ieri, a Roma, al Ministero della Cultura, i «Premi Nazionali per la Traduzione», edizione 2023. I riconoscimenti, istituiti nel 1988, sono destinati a traduttori ed editori italiani e stranieri che abbiano contribuito, con le loro opere, ad elevare la quantità e la qualità degli scambi reciproci fra la cultura italiana e le altre culture.

La commissione, presieduta dalla professoressa Tiziana Lippiello e composta da Maria Cristina Assumma, Michele Bernardini, Daria Galateria, Emma Giammattei, Camilla Miglio, Franca Poppi e Barbara Ronchetti, con il supporto della Direttrice generale Biblioteche e diritto d’autore del MiC, Paola Passarelli, ha conferito 8 premi, 4 maggiori e 4 speciali.

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Alla premiazione era presente il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

«Il lavoro del traduttore è un vero e proprio impegno creativo, una maestria artigiana che supera per sublimarlo il mero esercizio linguistico. Si tratta di alte professionalità artistiche, letterati capaci di trasmettere non solo i pensieri ma anche le emozioni degli autori tradotti. Per citare Josè Saramago: mentre lo scrittore rende la letteratura nazionale, il traduttore la rende universale», ha detto la Direttrice Passarelli.

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I premi maggiori

Francesco Zambon (Italia): vanta un altissimo profilo di filologo romanzo e di traduttore letterario. Sue le traduzioni di alcuni tra i più importanti trattati cristiani del XII secolo tra cui il «De Contemplando Deo», il «De natura et dignitate amoris» di Guglielmo di Saint Thierry e il «De diligendo Deo» di Bernardo di Clairvaux. Le tre opere presentate sono collegate dalla straordinaria perizia del traduttore, un filologo che tiene a restituire al lettore «il sapore massimo di ogni parola»;

Carlos Ortega Mayor (Spagna): ha presentato tre proposte di altissimo interesse per l’originalità dei testi e per la qualità della traduzione, traducendo in spagnolo «La Bella Estate» di Cesare Pavese, «Riccardino» di Andrea Camilleri, pubblicato postumo, «Dopo il Divorzio» di Grazia Deledda;

Casa Editrice Edicola (Italia): casa editrice indipendente, specializzata nella pubblicazione di opere di autori cileni contemporanei tra i più apprezzati e premiati, quali Andrés Montero, Maria José Ferrada e Nona Fernández. Pregevole la collana «Al tiro», che raccoglie racconti e romanzi brevi degli autori cileni di maggior talento;

Casa Editrice Colibrì (Bulgaria): casa editrice fondata nel 1990, con sede a Sofia, offre variegate proposte letterarie, dai classici moderni italiani quali Italo Calvino, Elena Ferrante, Dino Buzzati e Umberto Eco tradotti in bulgaro, a traduzioni di classici senza tempo, grazie alla collana che raccoglie i «Classici del mondo» come Dante Alighieri. Degna di essere ricordata infine, la collana «Amarcord», che ospita le memorie di illustri protagonisti del cinema, tra i quali, Marcello Mastroianni, Franco Zeffirelli, Claudia Cardinale, Federico Fellini;

I premi speciali

Anna Isabella Squarzina: professore associato di lingua e traduzione francese è dotata di una sensibilità non comune. Traduttrice di un testo raro di Jean Starobinski, intitolato «Poetiche della nostalgia», riproduce, al di là delle fedeltà ermeneutica, il ritmo «malinconico» della scrittura del grande critico. Di massimo rilievo inoltre, è la sua prima traduzione mondiale dei «Settantacinque Fogli» di Marcel Proust, curatissima in ogni dettaglio e caratterizzata da una eccezionale eleganza stilistica;

Annelisa Alleva: da anni apprezzata nel panorama italiano e internazionale come poeta, saggista e traduttrice, ha tradotto con grande abilità autori di spicco della tradizione russa come Lev N. Tolstoj ed Aleksandr Puškin. Le sue traduzioni puškiniane costituiscono l’approdo di un importante lavoro durato decenni. «Scrittrice che traduce», come lei stessa preferisce definirsi, Alleva intreccia competenze diverse. Ha pubblicato varie raccolte di versi, tra cui «La casa rotta», insignita del premio «Sandro Penna» nel 2010.

Fulvio Bertuccelli: studioso caratterizzato da un’intensa attività come traduttore, soprattutto rivolta alla letteratura turca contemporanea. Si segnala la capacità di resa in italiano di opere turche abbastanza rare, mai tradotte in lingue europee con un valore aggiunto importante: l’attenzione per i problemi sociali della Turchia odierna. Tra le opere da lui tradotte in italiano, «Yusuf di Kuyucak» di Sabahattin Ali e «Zamir» di Hakan Gűnday, autori molto apprezzati dal pubblico turco, tradotti in italiano con una resa estremamente convincente.

Guia Minerva Boni: traduttrice con un ricco curriculum di traduzioni e di interventi sulla traduttologia, traduce dal portoghese, dal francese e dall’inglese. Ha tradotto «La divina irrealtà delle cose. Aforismi e dintorni» di Fernando Pessoa, «La donna che scrisse la Bibbia» del brasiliano Moacyr Scliar, «Peregrinazione» del portoghese Fernão Mendes Pinto. Particolarmente lodevole quanto presentato sia per la complessità del testo tradotto che per il suo valore storico-culturale.

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