L’ex parroco innamorato ora si butta in politica: «mi candido a sindaco»

don Antonio: obbligo della gratitudine nei confronti della comunità

«Sarà dura, ma sento l’obbligo della gratitudine nei confronti di una comunità che mi ha sempre sostenuto, soccorso e amato». Antonio Romano, l’ex parroco di Chiusano San Domenico, in provincia di Avellino, salito alla ribalta per aver lasciato il sacerdozio per amore, conferma al telefono di volersi ora candidare a sindaco del piccolo comune irpino nelle elezioni del prossimo giugno.

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È in attesa di essere ridotto allo stato laicale, la procedura è stata avviata e dovrebbe concludersi entro i prossimi 4-5 mesi, per sposare una donna del posto. «Dopo una lunga amicizia – confidò ai fedeli due settimane fa sul suo profilo Facebook – ho scoperto di amare una donna e non riusciamo a fare a meno l’uno dell’altra». Nel frattempo il 54 enne ex sacerdote ha lasciato la casa canonica della chiesa di Santa Maria degli Angeli e fa il pendolare tra la casa dei genitori a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, e Chiusano San Domenico: «Sto cercando una casetta dove andrò ad abitare con la mia futura moglie, ma anche per preparare la campagna elettorale».

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La corsa a sindaco

L’ex sacerdote avrebbe ricevuto per il momento «l’adesione di pochi fedelissimi», ma non dispera di riuscire ad allestire la lista dei dieci candidati consiglieri che lo sosterranno. «Siamo tutti alle prime armi – dice – ma animati da forti motivazioni: giustizia, onestà, libertà». Fondamentali in una competizione che si annuncia, come ammette lo stesso Romano, «impari».

Il sindaco uscente, Carmine De Angelis, segretario provinciale di Forza Italia e consigliere a Palazzo Chigi del vice presidente del Consiglio Antonio Tajani, verrà infatti sostenuto anche dall’opposizione consiliare con la quale darà vita ad una lista unica con il logo «Chiusano Unita». L’ex parroco non sembra però scoraggiarsi e ha già lanciato il suo nuovo profilo: «Una voce fuori dal coro del politicamente corretto e del pensiero unico che si sente in parte progressista, ma anche un po’ conservatore».

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Un’offerta politica che i 1.800 elettori, su meno di 2.300 residenti, giudicheranno nelle urne l’8 e il 9 giugno prossimi. «Contro di me si è già messa in moto la macchina del fango», accusa l’ex sacerdote facendo riferimento a presunte maldicenze messe in circolo su di lui da parte dell’entourage dell’amministazione cominale. Il sindaco sindaco De Angelis non commenta e prende in prestito le parole di Sant’Agostino: «Del silenzio non mi sono mai pentito, del parlare qualche volta».

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