Orrore a Cisterna di Latina, il Finanziere confessa: «Ho litigato e le ho uccise»

Il giovane ha ammesso: due colpi per finire Reneé

È fuggita due volte, prima in bagno e poi in camera della sorella. Il suo ex le stava addosso, con la pistola spianata e la furia omicida iniettata negli occhi. La salvezza di Desyrée Amato è passata da una finestra, l’ultimo spiraglio per restare in vita, nascondersi dietro una legnaia e poi chiedere disperatamente aiuto. A più di 24 ore dal duplice omicidio di Cisterna di Latina, comincia a delinearsi il quadro di quanto accaduto in quella casa di campagna dove il finanziere Cristian Sodano ha ucciso la madre, Nicoletta Zomparelli, e Reneé Amato, la sorella della sua ex con la pistola d’ordinanza.

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Quella stessa arma che i poliziotti hanno trovato sul divano dell’abitazione dove il giovane si è fatto trovare dopo aver commesso l’atroce delitto. «Ho litigato e poi ho sparato», ha detto agli agenti della Squadra Mobile che l’hanno arrestato. Confessione ribadita nel lungo interrogatorio nel quale ha rivelato anche di aver finito Renée, la sorella 19enne di Desyrée ancora in vita, con due colpi di grazia perché – ha detto – «non volevo farla soffrire».

La ricostruzione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Desyrée aveva da poco interrotto il suo rapporto con Sodano, maresciallo della Guardia di Finanza originario di Formia ma in servizio nel reparto navale di Ostia. La notte precedente l’omicidio, però, sembra che il 26enne abbia dormito proprio in quella casa, nel quartiere che – per una tragica casualità – si chiama proprio San Valentino, come la festa degli innamorati. Il giorno dopo, però, a seguito dell’ennesima lite, il giovane ha tirato fuori la sua pistola e ha minacciato la sua ex.

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Alla vista dell’arma la ragazza si è chiusa in bagno, mentre la madre e la sorella, attirate dalle urla, hanno cercato di interporsi. Ai poliziotti Desyrée ha raccontato che a quel punto il suo ex non ha tentennato un attimo ed ha aperto il fuoco colpendo le due donne. Poi si è diretto verso il bagno sfondando la porta. Frazioni di secondo durante le quali Desyrée è riuscita a fuggire nella camera della sorella da dove si è lanciata dalla finestra per nascondersi dietro una legnaia. Da lì ha sentito altri due colpi di pistola, quelli che poi Sodano svelerà essere stati diretti sul corpo esanime di Renée.

In stato di choc Desyrée ha approfittato di un buco nella rete di recinzione del giardino per raggiungere il benzinaio poco distante e chiedere aiuto. Dopo aver ucciso le due donne, il finanziere si è diretto con la sua auto a Latina. Sarebbe stato uno zio, al quale avrebbe raccontato l’orrore di cui si era macchiato («ho fatto un casino», avrebbe detto), a convincerlo a costituirsi.

L’arresto

Gli agenti della Squadra Mobile si sono diretti verso l’abitazione dell’uomo, nel quartiere Q4 di Latina, trovando il ragazzo affacciato alla finestra. Sul divano accanto a lui l’arma d’ordinanza usata per compiere gli omicidi. Il 26enne non ha opposto resistenza e ha ammesso da subito le sue responsabilità, poi ribadite in un interrogatorio fiume. Ora è in carcere, in attesa dell’udienza di convalida che si terrà nei prossimi giorni.

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«Dolore e preghiera per le vittime» sono state espresse dal vescovo di Latina, Mariano Crociata, che ha sottolineato lo «sgomento» e l’»impotenza» di fronte «a un simile gesto, per certi versi l’ennesimo, ma poi in sé unico, come uniche sono le persone di vittime e carnefice». «La nostra comunità – ha detto – si stringe al dolore dei familiari e amici di Nicoletta e Renée. Il nostro quartiere, la nostra comunità porta con sé il nome di un santo che ha dato la vita per l’amore. Amare è dare vita, non toglierla». «Una comunità sconvolta dall’ennesima tragedia che ha visto vittime due donne, una madre e una figlia, per mano di un uomo violento», il messaggio di cordoglio del sindaco di Cisterna, Valentino Matini.

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